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Valeria Parrella, « La fortuna » (2022)

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Alison Carton-Kozak le 19/10/2023

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Scheda di lettura del romanzo ((La fortuna)) di Valeria Parella pubblicato nel 2022 da Feltrinelli.

L'autrice

Valeria Parrella è nata nel 1974 a Torre del Greco-Napoli, si è laureata in Lettere Antiche all'Università degli Studi Federico II di Napoli. Si è in seguito specializzata nella lingua dei segni e ha lavorato all'ENS (Ente Nazionale Sordomuti) di Napoli. Vive attualmente a Napoli.

Nel 2003 la sua prima pubblicazione di racconti Mosca più balena vince il Campiello Opera prima e il Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante. Seguono collaborazioni teatrali e come pubblicista articoli su riviste e giornali. 

Nel 2008 il suo primo romanzo Lo spazio bianco vince il Premio letterario Basilicata, dal quale la regista Francesca Comencini trae un film, presentato alla Mostra del Cinema a Venezia.

Fra le successive pubblicazioni ricordiamo Almarina (Einaudi, 2019), ambientato nel carcere minorile di Nisida.

Il romanzo

Nel Prologo, non firmato, due concetti chiave sono sviluppati poi nel testo: "La rotta era facile: andare dove nessuno sarebbe andato" e "La Fortuna aiuta chi le si affida".

Mi chiamo Lucio perché sono nato in una casa sotto quel monte, e della mia nascita mamma mi raccontava sempre la stessa cosa: che la casa in cui eravamo ospiti cominciò a ondeggiare tutta e si spensero le torce come se sulle fiamme avesse soffiato un dio.

Dopo il Prologo inizia così l'ultimo romanzo della Parrella, ambientato nella sua Napoli o meglio a Pompei nel periodo cruciale dell'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. L'io narrante è proprio il giovane Lucio, nato durante il terremoto a Pompei nel 62 d.C., di cui seguiamo la storia dalla nascita ai suoi diciassette anni; il ragazzo, con un problema di cecità in un occhio, è alla ricerca.

Cerca di raggiungere l'obiettivo della sua vita – potere guidare una nave  e nel contempo cerca di soddisfare le aspettative paterne – studiare per una carriera politica.  "Fortuna" è appunto il nome della nave che Lucio comanderà quando Plinio il Vecchio gli cederà il comando per scendere a terra durante l'esplosione del vulcano (e il corpo di Plinio il Vecchio verrà poi rinvenuto sulla terraferma assieme al suo taccuino di appunti).

Si è detto che Lucio nasce con un occhio non vedente, ma quello solo all'apparenza costituisce un ostacolo: "un limite è un limite solo se uno lo sente come un limite, sennò non è niente".

Allora l'insegnamento per il giovane è quello di seguire un sogno, di guardare al di là dei propri limiti

Il racconto della Parrella è un racconto di mare, di marinai esperti, di dolci notti ad osservare dalla nave il cielo e le costellazioni, di tempeste e di pericoli. All'insaputa dei genitori infatti, il giovane Lucio compie un viaggio in mare aiutato dall'amico di famiglia Cassio e conosce un marinaio cieco e soprattutto la narrazione è la lunga e completa descrizione di ciò che dal mare Lucio e i compagni vedono accadere sulla terra. Vale a dire l'esplosione del vulcano, la caduta di cenere e lapilli su Pompei e i paesi costieri, la fuga degli abitanti, le donne che scappano con i loro gioielli, i tentativi falliti di chi cerca la salvezza su navi che poi affondano, lo sconvolgimento delle persone, la distruzione.

Il racconto è anche un racconto di formazione del bambino e poi adolescente Lucio, delle sue esperienze e dei suoi desideri e qui, chi legge, ha la possibilità di scoprire la vita agiata del ragazzo, della sua famiglia, degli amici, delle palestre e delle terme abitualmente frequentate, dei tuffi nel mare della splendida e ricca Pompei.

Nel seguire il ragazzo quindi abbiamo la possibilità di conoscere il mondo della classicità romana fatta di banchieri, mercanti, matrone, prostitute, schiavi e anche il giovane e bel figlio di un oste amato da Lucio.

Sappiamo comunque che il destino segnato per Lucio è quello di seguire la carriera politica di famiglia, di formarsi e di studiare per quel percorso.

Nella scrittura scorrevole della Parrella, abbiamo quindi la possibilità di leggere pezzi di vita e di storia romana quando Lucio e i coetanei partono per Roma per studiare nella scuola di retorica retta da Quintiliano, dove gli studenti saranno valutati poi dal poeta Marziale.

Se l'inizio del romanzo si articola intorno ai momenti, ai giorni terribili della violenza del Vesuvio sulla città e le persone, la conclusione riguarda il dolore di Lucio, ora in una villa fuori le mura, per la perdita della madre, degli amici.

A volte mi addormento e la sogno. Mamma, Pompei.
[…] Io sono rimasto tre giorni e tre notti sospeso a metà strada, spettatore della lotta tra gli dei e gli uomini. È stata una lotta per il tempo […] senza gli uomini il tempo non esiste, invece noi non esistiamo che nel tempo, e allora lo conserviamo nell'arco eretto per un trionfo, sul rilievo di una stele.

La morale finale non è tinta di amarezza bensì di speranza per il futuro perché è facoltà umana avere memoria, ricordare. Eppure anche quando sembra tutto sparito un uomo si ferma e ricorda. E in quella memoria germoglia il futuro come fiore del deserto.

Vorrei infine sottolineare, a margine, che il romanzo della Parrella è anche di attualità poiché recenti e importanti scavi a Pompei continuano a mostrarci nuove e interessanti scoperte sulla vita quotidiana dei suoi abitanti.

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Valeria Parrella, « La fortuna » (2022)", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), octobre 2023. Consulté le 21/04/2024. URL: https://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/valeria-parrella-la-fortuna-2022