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Curzio Maltese, "I padroni delle città"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 25/03/2008
Maltese ha ampliato e rielaborato il materiale dei reportage realizzati per La Repubblica realizzando un libro agile, volto a farci conoscere la realtà odierna di alcune città italiane. Scopriamo che dal sud al nord l'Italia continua ad essere più che una nazione unitaria un mosaico di microcosmi urbani. Le città e i loro padroni.

bandeau fiche lecture.jpgCurzio Maltese è nato a Milano ed è giornalista e scrittore. Dal 1995 è editorialista del quotidiano La Repubblica; con Feltrinelli ha pubblicato, nel 2006, Come ti sei ridotto. Modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione.

Perché le città? Perché sono le nostre patrie. L'Italia non è mai riuscita a essere per gli italiani quello che Venezia, Genova, Roma, Firenze, Napoli, Palermo, Torino, Milano sono state e sono ancora per veneziani, romani, fiorentini, napoletani, palermitani, torinesi, milanesi e per il resto del mondo. L'italiano, diceva Ennio Flaiano, quando si ricorda d'essere italiano diventa subito fascista (dalla quarta di copertina).

Maltese ha ampliato e rielaborato il materiale dei reportage realizzati per La Repubblica realizzando un libro agile, volto a farci conoscere la realtà odierna di alcune città italiane. Scopriamo che dal sud al nord l'Italia continua ad essere più che una nazione unitaria un mosaico di microcosmi urbani. Le città e i loro padroni.

Palermo: qui la cosa migliore da fare, ci ricorda l'autore, è dimenticare. Città meravigliosa, densa di contrasti, dove la mafia è la normalità da sempre, viene indirettamente raccontata dal senatore Marcello Dell'Utri, fondatore di Forza Italia e condannato per tentata estorsione e concorso esterno per associazione mafiosa. Attraverso le vicende degli ultimi decenni apprendiamo che il modello mafioso a Palermo è fondato sull'ordine, la borghesia mafiosa fa affari e le cosche controllano il territorio, l'attentato, quando è da fare, è studiato a lungo con le relative valutazioni. Il consenso sociale è, in ultima analisi, garantito con l'uso della violenza. Ma quasi paradossalmente, qui è forte il senso dello Stato nella coscienza dei palermitani e il fantasma dell'antimafia è sempre da vincere; così una parte della città è con i magistrati del pool; ma quanto durerà?

Reggio Calabria, la dimenticata con un lungomare fantastico che oggi è solo la nostalgia per un futuro possibile. L'autore afferma che non è necessario chiedere chi comanda nella città poichè la mafia più ricca domina senza opposizione la regione più povera d'Europa e il capitolo chiude con le parole di un docente sociologo: "O lo Stato capisce... o anche gli ultimi calabresi disposti a lottare andranno via... ogni volta che laureo uno studente con 110 e lode mi piange il cuore, perché so che gli sto consegnando un passaporto."

Taranto fallita, Bari e il Muro, Napoli, Roma neobarocca, Perugia capitale, Ancona, modello Marche...

Firenze senza principe e città provinciale cosmopolita. Sì, perché qui sono nate grandi idee ma la città si rinchiude in se stessa. Maltese ama le descrizioni un po' paradossali ma sicuramente efficaci nel dire con poche, precise pennellate verbali! Firenze che è assediata dagli stranieri e si svuota di fiorentini progressivamente e la vita si dirige verso le periferie senza storia.

A Rimini non c'è il mare, Venezia made in China, Milano, i nuovi oligarchi...

Aosta, la repubblica delle fontine, ricca città e ricca regione: la Regione autonoma è datrice di lavoro, possiede l'unica grande finanziaria, la Compagnia delle acque, il Casinò, le società partecipate, gli impianti di risalita. La Regione autonoma, istituita nel dopoguerra ha permesso ai valdostani, dopo secoli di fame, invasioni e pestilenze, tranquillità economica; per citare un dato: dispone di 12.000 euro di risorse all'anno per ogni abitante, contro i 2.000 della Lombardia. Lo scrittore termina ricordando la bellezza del luogo che troneggia su tutto, citando Giorgio Bocca, Le mie montagne: il monte Bianco "un pan di zucchero lontano che sembra galleggiare nell'azzurro del cielo. Né Italia, né Francia, né Savoia, troppo alto, troppo completo in sé per appartenere ad uno stato, a un municipio." Allora si dimenticano le altre cose...

Torino dopo, Genova, il Piano regolatore.

Un libro - reportage che offre qualche spiraglio inedito per interpretare le città italiane e l'essere italiani, scritto con lo stile sottilmente umoristico caratteristico del giornalista Curzio Maltese.

A cura di Maurizia Morini
 
Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Curzio Maltese, "I padroni delle città"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mars 2008. Consulté le 13/11/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/curzio-maltese-i-padroni-delle-citta-