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Marco Belpoliti, «La prova»

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 02/10/2007
Fiche de lecture du roman ((La prova)) de Marco Belpoliti, paru aux éditions Einaudi, Torino en 2007.

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L'autore, Marco Belpoliti, saggista e scrittore, insegna all'Università di Bergamo; è codirettore della rivista Riga, collabora con La Stampa, L'Espresso, e Alias - Il Manifesto.

Ha curato, per Einaudi, le opere di Primo Levi.

Tra i suoi ultimi libri: Settanta (2000), Doppio zero (2003), Crolli (2005) e L'occhio di Calvino. Nuova edizione (2006) tutti pubblicati presso Einaudi.

Il libro descrive  i viaggi compiuti dall'autore, insieme al regista Davide Ferrario, autore del film-documentario La strada di Levi (2006) sulle tracce dello stesso itinerario di Primo Levi liberato dal campo di Monowitz - una sezione di Auschwitz -  il 27 gennaio 1945. A sessant'anni di distanza Belpoliti ha zizagato attraverso l'Europa dell'Est, visitando i luoghi raccontati ne La tregua, utilizzando questo testo come una guida per interpretare luoghi naturali e urbani e per far riemergere la memoria del passato:  attraverso Ucraina, Bielorussia, Moldavia, Romania, Ungheria e Slovacchia per finire a Torino.

«Siamo partiti pensando di andare incontro al futuro e al tempo stesso di rivedere il passato con gli occhi dell'oggi. Noi non sappiamo, ci siamo detti, cosa ci attende, tuttavia, talvolta si può intravedere il futuro attraverso il passato, come ha insegnato Walter Benjamin: il futuro del passato». (Premessa, p. 7)

La prova prende il titolo dalle ultime pagine, dedicate al ritorno in Italia, de La tregua, che pur scritto sedici anni dopo il ritorno da Auschwitz mostra come paura ed angoscia non abbiano abbandonato Levi. «Tutto è ora volto in caos; sono solo al centro di un nulla grigio e torbido, ed ecco, io so che cosa questo significa... : sono di nuovo in Lager, e nulla è vero all'infuori del Lager...» È «la prova», come la chiama Levi stesso.

Gli appunti e le impressioni del viaggio compiuto da Belpoliti danno un andamento complessivo al libro come di spirale; lo scritto avvolge le cose piegandole verso il medesimo punto e la figura di Primo Levi diviene sempre più corporea, reale, un compagno di viaggio. Il primo diario, scritto direttamente sui luoghi è veloce, secco; i successivi resoconti sono la redazione degli appunti presi sui luoghi degli itinerari seguiti; le parole sono accompagnate da disegni, schizzi e fotografie che svolgono una funzione visiva esplicativa. Leggiamo di volti, culture e abitudini delle genti e dei paesi dell'Est europeo in bilico fra il passato comunista e un futuro incerto di modello occidentale. Da Leopoli in Ucraina, dove i giovani sono invaghiti delle star di Hollywood, alla Bielorussia, in cui un responsabile per l'ideologia ferma scrittore e regista per interrogarli e poi accompagnarli, a Prypiak - Cernobyl luoghi fantasma dopo il disastro nucleare di venti anni fa (lo schizzo della copertina è la giostra in disuso dell'ex città dei bambini). Ed ancora in Moldavia, dove si abbandonano affetti e casa per emigrare e in Romania, in cui hanno investito e lavorano imprenditori italiani. Oltre il Brennero, l'altopiano di Asiago, e l'incontro con lo scrittore, e amico di Levi, Mario Rigoni Stern.

Abbiamo, quindi, un doppio livello di lettura, un intrecciarsi di piani: Levi che impiega otto mesi per tornare a casa, Levi degli anni successivi fino alla paura di avere fallito nella  missione di testimone e il suo suicidio nel 1987; l'Europa centrorientale del dopoguerra e poi quella del post-comunismo.

Un altro piano di lettura ci conduce all'autore, al suo rapporto con Primo Levi, di cui ha curato l'intera opera, e alla sua personale prova in un complicato momento della vita. Belpoliti termina il libro e si congeda idealmente davanti al portone di quella che fu la casa di Levi, mettendosi in tasca una castagna dell'albero, vicino di casa.

«Dicono che protegga dal raffreddore per tutto l'inverno. Basta non dimenticarsi di tenerla con sé. Sarà il mio talismano. Vale Primo». (p.200)

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Marco Belpoliti, «La prova»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), octobre 2007. Consulté le 09/07/2020. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/marco-belpoliti-la-prova