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Paul Ginsborg, «Salviamo l'Italia»

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 21/10/2011
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Paul Ginsborg è nato a Londra nel 1945; dal 1992 insegna Storia dell'Europa contemporanea nella Facoltà di lettere all'Università di Firenze. Fra le ultime pubblicazioni: Berlusconi. Ambizioni patrimoniali in una democrazia mediatica, Einaudi 2003;  Il tempo di cambiare. Politica e potere della vita quotidiana, Einaudi 2004; La democrazia che non c'è, Einaudi, 2006.

L' Italia si può salvare? Da cosa e chi la potrà salvare? La nostra nazione sta per celebrare i suoi 150 anni. È un buon esercizio guardare ai problemi di oggi - e al ruolo dell'Italia nel mondo moderno - non solo attraverso i nostri occhi ma anche con quelli degli uomini e delle donne che la fecero.
I° di copertina

Prologo

I. Vale la pena di salvare l'Italia?

1. La consolante dottrina del progresso
2. Le figure profonde
3. Pattriottismo e nazionalismo
4. Il posto dell'Italia nel mondo moderno

II. La nazione mite

1. L'autogoverno
2. Dentro e fuori l'Europa
3. Eguaglianza
4. Mitezza

III. Salvare l' Italia da che cosa?

1. Una Chiesa troppo forte in uno stato troppo debole
2. L'ubiquità del clientelismo
3. La ricorrenza delle dittature
4. La povertà delle sinistre

IV. Chi salverà l' Italia

1. I volontari del Risorgimento
2. Sulla potenzialità politica dei ceti medi oggi
3. Alleanze e leadership
4. Con che mezzi?

Lo storico inglese Paul Ginsborg che ha dedicato buona parte dei suoi studi alla storia italiana, ha recentemente chiesto la cittadinanaza italiana, dimostrando in tal modo di amare - come lui stesso afferma - l'Italia ed anche questo suo ultimo breve saggio va nella medesima direzione.

Nelle quattre sezioni lo storico mette a confronto gli italiani - patrioti del Risorgimento, con i loro ideali e le loro azioni con gli eventi di oggi con l'idea di fondo che le difficoltà odierne sono solo piccole incrinature in una storia che ha radici profonde.

Occorre senso di responsabilità senza piagnistei e invettive inutili!

Usando le parole di Carlo Cattaneo, Ginsborg sottolinea "il vizio tutto italiano di dir male del suo paese", ma non si tratta di dire male o dire bene dell'Italia quanto di analizzare i tanti problemi con partecipazione e di organizzarsi per far prevalere i caratteri positivi su quelli negativi.

Questi ultimi, ben noti, possono essere elencati in familismo, clientelismo come sistema di potere, una classe politica debole di fronte all'ingerenza della Chiesa cattolica, la mafia, le disuguaglianze sociali; e sono ben radicati dal Risorgimento nella storia italiana.

E le virtù da salvare?

La tradizione delle libertà comunali, "la saggezza moderata" dei ceti medi  e la mitezza che è in grado di stemperare quei conflitti che in altri contesti sfocerebbero in tragedia. L'Italia da salvare è quella della democrazia, del rispetto e del confronto civile, l'Italia dell'accoglienza.

Il filo conduttore del saggio è quindi quello di definire e di salvare l'identità italiana, il carattere di un popolo cioè salvare la nostra idea dell'Italia in senso positivo, cercando di sconfiggere ciò che di brutto, di ingiusto vi è.

Ginsborg consegna questo invito alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità, con l'augurio che non si riducano a vacue rievocazioni.

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Paul Ginsborg, «Salviamo l'Italia»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), octobre 2011. Consulté le 20/10/2019. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/civilisation/bibliotheque/paul-ginsborg-salviamo-l-italia