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Senza re né regno - 1

Par Eva Susenna : Maître de Conférences - Université Jean Moulin - Lyon 3
Publié par Damien Prévost le 04/01/2008
Senza re né regno è un romanzo che narra la breve e fulminante carriera di un mafioso, negli anni dell'immediato secondo dopoguerra, dall'esordio un po' inconsapevole, alla vertiginosa gloria, fino alla caduta. Il titolo è un modo di dire tipicamente siciliano col quale si indica una situazione di totale anarchia. Seminerio stigmatizza in questo modo l'ingovernabilità isolana, legata anche al particolare momento storico che la Sicilia vive all'indomani della lotta separatista e della concessione dello statuto di regione autonoma : «Confusione. Compromessi. Accordi sottobanco», si legge all'inizio del romanzo.

Eva Susenna-Pubellier, Université Jean Moulin, - Lyon 3

Senza re né regno è un romanzo che narra la breve e fulminante carriera di un mafioso, negli anni dell'immediato secondo dopoguerra, dall'esordio un po' inconsapevole, alla vertiginosa gloria, fino alla caduta. Il titolo è un modo di dire tipicamente siciliano col quale si indica una situazione di totale anarchia. Seminerio stigmatizza in questo modo l'ingovernabilità isolana, legata anche al particolare momento storico che la Sicilia vive all'indomani della lotta separatista e della concessione dello statuto di regione autonoma : «Confusione. Compromessi. Accordi sottobanco», si legge all'inizio del romanzo. Seminerio racconta, però, anche la storia di un caos interiore: quello del protagonista e delle sue intemperanze che lo portano all'esilio in una spenta provincia del nord e che lo trascinano, poi, nel fuoco della Sicilia mafiosa del dopoguerra. Romanzo storico, di fatto, contenente riferimenti precisi alle vicende di quegli anni e alla storia patria, riletta secondo il punto di vista del protagonista, Stefano detto 'u pospuru, il fiammifero, a causa del suo facile infiammarsi delle passioni più diverse. Il giovane Stefano racconta in prima persona la propria storia. Una parabola, quella del protagonista, che si impenna prestissimo nell'idealismo coraggioso della militanza nell'EVIS, l'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia e rimane frustrato dalle lotte per il separatismo, che si concludono, per lui, con il ferimento durante la Battaglia di San Mauro e un trasferimento in un paesino del Nord Italia, sull'Appennino tosco-emiliano, allo scopo di far perdere le sue tracce. Il suo idealismo si smorza temporaneamente nel grigiore della provincia, per avviarsi verso una prospettiva di pienezza e di trionfo in una società siciliana che, nel dopoguerra, sembra inevitabilmente votata ad una logica fatalista e malavitosa. Senza re né regno è la metafora del disordine e dello sbandamento morale di chi accetta il disordine e pensa di poter emergere in una società senza regole.

Romanzo storico, dunque, nel quale l'autore evidenzia a più riprese l'interpretazione siciliana della storia d'Italia. Per esempio, quando riporta il parere del protagonista su uno zio della madre, andato a morire in guerra sull'Isonzo:

Che gliene fregava a mio zio dell'Isonzo e di Trieste, di una guerra fatta per interessi di altri? Che gliene fregava ai Siciliani? (p. 74)

Il senso di estraneità dei siciliani rispetto alla Patria recentemente creata, si fa evidente in queste righe sull'unità d'Italia:

L'unione fu imposta da mille scalmanati appoggiati da poche migliaia di altri scalmanati aizzati dai furbi [...] Quello che per mille anni era stato un regno, anzi il regno per antonomasia, con i suoi re «stupor mundi», era diventato colonia, coi suoi ragazzi ridotti a Rosso Malpelo o Ciaula o Nedda. (p. 75)

Numerosi, ancora, sono i riferimenti storici presenti nel testo, a cominciare dal referendum del 1946, con il quale l'Italia sceglie la forma repubblicana e in occasione del quale, per la prima volta, hanno potuto votare anche le donne.

La trama

La vicenda sembra avere alcuni modi del noir. Ma non si tratta di un noir, anche se l'intrecciarsi delle vicende in trame ambigue, sfocianti nella violenza e nella strage, possono far pensare a questo genere letterario. E anche se, come nella tradizione del romanzo noir, la chiave di lettura viene rivelata soltanto nelle ultime pagine, suggerendo nuove interpretazioni - moltiplicandole, anzi - per i personaggi ed i fatti raccontati, per i messaggi, per le conclusioni, per l'apertura sul presente.

Il romanzo racconta la vicenda di Stefano, giovane idealista siciliano, che ha militato tra i separatisti, negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, partecipando anche ad azioni di guerriglia. Ricercato dalla polizia, si trasferisce al nord, con una raccomandazione del parroco del suo paese che gli fa ottenere un posto di segretario in una scuola elementare. Rientrato in Sicilia per le vacanze, rifiuta la supplenza, procuratagli per l'anno seguente sempre dal parroco e finisce per adattarsi alla vita sull'isola.

Tutti uomini erano, giusto? E allora mi dovevo convincere che tutti gli uomini a tre categorie appartenevano. Li chiamassi come volevo, ladri, corruttori, concessori, ruffiani, profittatori, cornuti, depravati e via discorrendo, ma in ultimo si potevano ridurre tutti a tre sole categorie fondamentali. [...] C'erano i corruttibili, i ricattabili e male che andasse tutti mortali erano. (p.62)

Adattarsi per Stefano significa sostanzialmente, quindi, prendere parte a illeciti e imbrogli mafiosi, sempre più compromettenti per lui e per le persone che ama. I compromessi lo rendono sempre più ricco e potente, ma gli eventi, a un certo punto, volgono al peggio, fino a giungere al delitto e alla strage, quando la commistione della mafia con il mondo politico si fa più evidente.

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Le pagine sono citate secondo l'edizione Domenico Seminerio, Senza re né regno, Sellerio, Palermo 2004.

Pour citer cette ressource :

Eva Susenna, "Senza re né regno - 1", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), janvier 2008. Consulté le 22/08/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/periode-contemporaine/senza-re-ne-regno-1