Vous êtes ici : Accueil / Littérature / Bibliothèque / Rossana Rossanda, «La ragazza del secolo scorso» e Pietro Ingrao «Volevo la luna»

Rossana Rossanda, «La ragazza del secolo scorso» e Pietro Ingrao «Volevo la luna»

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 05/12/2007
Fiches de lecture des romans ((La ragazza del secolo scorso)) (Einaudi, Torino 2005) de Rossana Rossanda et de ((Volevo la luna)) (Einaudi, Torino 2006) de Pietro Ingrao.

bandeau fiche lecture.jpg

Due libri usciti a poca distanza l'uno dall'altro, definiti rispettivamente Il racconto di una vita: la politica come educazione sentimentale e Memoria e storia del Novecento nel racconto appassionato di un protagonista.

Due libri di amici e di protagonisti politici della storia della sinistra italiana.

Due libri di militanti che sono ancora in grado di essere attivi e presenti: la Rossanda vive a Parigi e scrive sul Manifesto; Ingrao (92 anni) partecipando ad una manifestazione a Roma afferma, con spirito indomito, che la politica deve anche far sognare, che si deve volere altro... che non ci si deve rassegnare.

Due autobiografie che consigliamo a chi vuole conoscere parte della storia recente italiana, come è stata vissuta e raccontata, con la convinzione che si fa storia anche attraverso le memorie individuali dei testimoni.

Scegliamo, quindi, di far parlare direttamente gli autori:

Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perchè sei stata comunista? Perchè dici di esserlo? Che intendi? Senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è più tuo? È una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? Ogni tanto qualcuno mi ferma con gentilezza: - lei è stata un mito! - Ma chi vuole essere un mito? Non io. I miti sono una proiezione altrui. Io non c' entro. Mi imbarazza. Non sono onorevolmente inchiodata in una lapide, fuori del mondo e del tempo. Resto alle prese con tutti e due. Ma la domanda mi interpella.

La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita così malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito , non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela - in questo o in quello io non c' entro -. Comincio dall' interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi.

Dopo oltre mezzo secolo attraversato correndo, inciampando, ricominciando a correre con qualche livido in più, la memoria è reumatica. Non l' ho coltivata, ne conosco l' indulgenza e le trappole. Anche quelle di darle una forma. Ma memoria e forma sono anch' esse un fatto tra i fatti. Né meno né più.

(Rossanda, dalla sovracopertina)

Queste memorie sono in qualche modo la ricostruzione di una vicenda personale e sociale nelle insanguinate vicende del mio tempo.

Ma - anche per il memorialista - non è proprio certo che le cose siano andate così, e con tale ordine sotteso. L'accaduto forse diverrà più sicuro, quando saranno appurati nessi ed eventi che a tutt' oggi, almeno per chi scrive, risultano ambigui o ancora nel farsi, o ancora troppo personali e segreti.

È vero: si determina così una doppiezza, o un incastro per cui io ridispongo nella memoria l' amato, trascinante accaduto dentro vocabolari in dubbio e scale di lettura ferite, forse diroccate. Quell'evento fu così, come sta aggrappato nella mia dolce, dolorosa memoria?...

E perchè temiamo tanto che la memoria si perda?...

O forse è la memoria di una soggezione ad altri, tale che non può reggere il silenzio.

Una delle cose che mi è piaciuta sempre nella vita - e che avrei fatto senza annoiarmi - è sedermi in un caffè a guardare il fiume di persone che scorre nella strada, chiedendomi chi sono, cercando di immaginare ciò che loro capita o che hanno in animo.

In queste pagine si racconta degli incontri che - levandomi dalla sedia del caffè e scendendo dal marciapiede - ho avuto con alcuni (molti) nella relazione sociale.

(Ingrao, p.2)

Rossana Rossanda, nata a Pola nel 1924, è stata allieva del filosofo Antonio Banfi, antifascista, ed ha partecipato alla Resistenza. Nel 1969 viene radiata dal PCI, in cui era dirigente, come esponente della sinistra critica del partito e fonda una rivista oggi quotidiano, Il Manifesto.

Tra i suoi libri ricordiamo: con Pietro Ingrao, Appuntamenti di fine secolo,(Manifestolibri 1995); con Carla Mosca, Brigate Rosse. Una storia italiana (Baldini & Castoldi, 2002).

Pietro Ingrao, nato nel 1915 in provincia di Latina, diventa dopo il 1936 membro attivo dell'organizzazione clandestina comunista e poi entra nell'esercito di Liberazione. É eletto Deputato nel PCI dal 1948  al 1992, e Presidente della Camera dal 1976 al 1979. Si oppone alla nascita del PDS e nel 2004 lascia la Quercia aderendo a Rifondazione Comunista. Oggi coltiva la sua grande passione, il cinema, e aderisce  al pacifismo. È autore di numerosi saggi  e raccolte di poesie.

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Rossana Rossanda, «La ragazza del secolo scorso» e Pietro Ingrao «Volevo la luna»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), décembre 2007. Consulté le 10/07/2020. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/rossana-rossanda-la-ragazza-del-secolo-scorso-e-pietro-ingrao-volevo-la-luna