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Milena Agus, «Mal di pietre»

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 30/09/2008
Su mali de is perdas - il male delle pietre (meno poeticamente calcoli renali). Il ((Mal di pietre)) si identifica, nel romanzo, con il mal d'amore chè è perfetto e unico come una pietra preziosa e, a completare il concetto, il motto iniziale del racconto così recita: Se io non ti incontrerò mai, fa' che senta almeno la tua mancanza.

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Milena Agus è nata a Genova da genitori sardi e vive a Cagliari dove insegna italiano e storia in un Istituto superiore. Ha esordito con Mentre dorme il pescecane (2005), seguito da Mal di pietre (2006) che ha vinto il Premio Forte Village, e Ali di babbo (2008) tutti pubblicati dalla casa editrice Nottetempo. È stata segnalata fra i finalisti del Premio Strega e al secondo posto nel Premio Campiello.

Su mali de is perdas - il male delle pietre (meno poeticamente calcoli renali).

Il mal di pietre si identifica, nel romanzo, con il mal d'amore chè è perfetto e unico come una pietra preziosa e, a completare il concetto, il motto iniziale del racconto così recita:

Se io non ti incontrerò mai, fa' che senta almeno la tua mancanza.

Uno dei due filoni principali del romanzo breve di Milena Agus è proprio questo: la vita ha senso solo se si vivono emozioni, sentimenti, incontri. Incontri veri o sognati!

L'altro filone è la stranezza, la pazzia che, seguendo una teoria dell'io narrante, alberga in ogni famiglia.

Mamma pensa che dobbiamo essere grati a nonna perché si è presa tutto il disordine che magari sarebbe toccato a papà e a me. Secondo mamma, infatti, in una famiglia il disordine deve prendere qualcuno, perché la vita è fatta così, un equilibrio fra i due, altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma. Se la notte noi dormiamo senza incubi, se il matrimonio di papà e mamma è sempre stato senza scosse, se mi sposo con il mio primo ragazzo, se non abbiamo crisi di panico e non tentiamo di suicidarci, né di buttarci dentro i cassonetti della spazzatura, o di sfregiarci è merito di nonna, che ha pagato per tutti. In ogni famiglia c'è sempre uno che paga il proprio tributo perchè l'equilibrio fra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non si fermi. (p. 104)

Su questi temi, a spirale, l'autrice ha costruito il romanzo che ha avuto grande successo in Italia e in Francia, è stato tradotto in cinque lingue e ha rivelato al pubblico una nuova scrittrice che di mestiere fa l'insegnante.

L'io narrante è la nipote che attraverso il diario della nonna ne ricostruisce le vicende, ottenendo un romanzo familiare su tre generazioni di donne.

A partire dalla seconda guerra mondiale e per una sessantina d'anni Mal di pietre è costruito con continui rimandi fra passato e presente, in cui ai fatti si mescolano il sogno e la fantasia, il reale e la follia fino a giungere ad un finale a sorpresa.

La storia si sviluppa in Sardegna, tranne due brevi incursioni sul continente; in un luogo termale e a Milano; a determinare il carattere isolano della narrazione contribuiscono alcuni termini dialettali per meglio rendere il pathos del momento.

In un paese vicino a Cagliari vive nonna, bella, lunghi capelli neri, non ancora maritata a trenta anni; i pretendenti non mancano ma si defilano misteriosamente uno dopo l'altro. Questa nonna è andata a scuola, sa scrivere, e le poesie d'amore infuocate sono la sua dannazione, vergogna e fango per lei e la sua famiglia.

Dimonia! Dimonia!

Il matrimonio si farà, con un vedovo quarantenne arrivato dalla città, dopo i bombardamenti, ma i due dormiranno voltandosi le spalle rispettivamente sull'orlo del letto: forse il nonno l'aveva sposata per gratitudine verso la famiglia di lei, forse l'amava, di certo sempre disponibile e premuroso. Nonna no, sofferente per le continue coliche renali; un po' persa nell'immensità del mare e cielo blu, nel vento di maestrale, in quel tutto così infinito che non ci si poteva fermare alla propria piccola vita.

Idee queste, mai dichiarate apertamente ma espresse sul quadernetto-diario, nero con il bordo rosso subito nascosto nel cassetto delle cose segrete.

Nel luogo termale in cui nonna va a curarsi il mal di pietre avviene l'incontro fatale: si tratta di un uomo affascinante, pure lui in cura, chiamato il Reduce dalla nipote. Un uomo distinto con una gamba di legno ma bellissimo e che camminava agile e veloce; descritto nel famoso quadernetto nei minimi dettagli fisici. Avviene l'incontro e apprendiamo che il Reduce ha fatto tutta la guerra, ama il mare e la letteratura e insegna italiano a Milano, è sposato con una figlia e ama suonare il piano, particolarmente i Notturni di Chopin.

Nonna e il Reduce = amore-passione, intesa perfetta.

Il ritorno alla vita coniugale segna un passaggio nei rapporti con il marito e con la nascita di un figlio; Alberto futuro pianista di successo che sposerà mamma, flautista. Si potrebbe quindi aggiungere che la musica riempie questo racconto dai contorni freschi, a volte candidi sempre sospeso fra sogno e realtà.

E nel finale quando durante lavori di manutenzione della casa viene trovato, nascosto nella parete, il famoso quadernetto c'è anche una lettera ingiallita del Reduce.

Gentile signora, (inizia la lettera del Reduce) sono lusingato e forse leggermente in imbarazzo per tutto ciò che ha...

Il finale inaspettato è una vera rivelazione e fa chiudere con un sorriso la lettura.

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Milena Agus, «Mal di pietre»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), septembre 2008. Consulté le 09/07/2020. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/milena-agus-mal-di-pietre