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Emilio Gentile, «Né stato né nazione – Italiani senza meta»

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 18/02/2011
Gentile con un interessante e a tratti ironico percorso nella storia italiana, ci fa attraversare un secolo di storia per riflettere sui motivi che hanno condotto allo smarrimento attuale degli italiani.
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Emilio Gentile, storico, insegna Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma.

Nel 2003 ha ricevuto dall'Università di Berna il Premio Hans Sigrist per gli studi sulle religioni della politica.

Fra le numerose opere, delle quali molte tradotte all' estero, ricordiamo con ed. Laterza: Il mito dello Stato nuovo; Le religioni della politica; Le origini dell'Italia contemporanea; La grande Italia; Fascismo. Storia e interpretazione; Il culto del littorio; Il Fascismo in tre capitoli; Fascismo di pietra.

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Il saggio dello storico Emilio Gentile è pubblicato alla viglia delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia e il paese, litigioso e diviso sembra vagare verso un futuro incerto. Anche per questo ci avverte la nota dell'autore:

Allergico alle ammonizioni propinate come saggezza storica, l'autore non ha una meta da proporre a chi non sa che farsene della nazione e dello Stato nazionale, ma non può evitare comunque di vivere e camminare in un mondo di nazioni e di Stati nazionali. È un mondo che può essere, secondo le imprevedibili combinazioni della volontà e del caso, il migliore e il peggiore dei mondi possibili. Oppure, può essere l'uno e l'altro insieme, come è stato finora, per effetto di una ingiustizia distributiva che governa le vicende umane con indifferente monotonia. Attraverso la nazione e lo Stato nazionale, milioni di esseri umani hanno conquistato un più alto livello di dignità, di libertà e di benessere.  Attraverso la nazione e lo Stato nazionale, milioni di esseri umani hanno subito le più feroci persecuzioni con l'annientamento della dignità, della libertà e della vita.

In questo mondo di nazioni e di Stati nazionali, gli italiani dell'Italia unita hanno vissuto per centocinquanta anni. Attraverso lo Stato nazionale hanno conosciuto l'esperienza del meglio e del peggio. Quali nuove esperienze conosceranno nei prossimi centocinquanta anni, con lo Stato o senza lo Stato, con la nazione o senza la nazione, dipenderà probabilmente da quel che avranno appreso dall'esperienza storica dei centocinquanta anni già vissuti come cittadini di uno Stato nazionale.

Forse la lettura di questo piccolo libro potrà contribuire a smentire il detto: la storia insegna che dalla storia non si impara mai nulla.

(pag. 110)

Gentile con un interessante e a tratti ironico percorso nella storia italiana, ci fa attraversare un secolo di storia per riflettere sui motivi che hanno condotto allo smarrimento attuale degli italiani.

Nel primo capitolo: Italia unita cento anni fa. 1911  - "L' Italia come oggi è non ci piace" un quadro di aspetti contradditori dopo 50 anni dall'unità, a smentire la retorica dell'Italia unita e ad evidenziare la realtà di due Italie: una ricca, colta, civile, progredita; l'altra povera, segregata, analfabeta, arretrata. Una è l'Italia europea, l'altra l'Italia africana.

Nel secondo: Italia unita cento anni dopo. 2011  - L'Italia unita non sta bene riportando pareri e dati sull'oggi, l'autore afferma che si sta assistendo allo svuotamento dello Stato nazionale e che si sta sgretolando il tradizionale modo di intendere i comparti dell'apparato istituzionale. Gli italiani non hanno mai molto amato le istituzioni e sono da sempre propensi a vivere come se lo Stato e l' apparato istituzionale non esistessero.

... una grande maggioranza degli italiani dichiara di avere fiducia nelle forze dell' ordine, nel Presidente della Repubblica e nella Magistratura, solo il 18 % dichiara di avere fiducia nel Parlamento e ... meno del 9 % ha fiducia nei partiti.

(pag. 25)

Inoltre da sondaggi effettuati negli ultimi due anni, gli italiani si sono attribuiti vizi e virtù; nella scala delle qualità ai primi posti l'arte di arrangiarsi e la capacità di farla franca mentre nella scala dei difetti,  lo scarso senso civico, il menefreghismo e l'individualismo. Forse è anche per questo che gli italiani che si vergognano di essere italiani ammontano al 26 %.

Nel terzo capitolo Nel mondo degli Stati nazionali. Un mondo di nazioni, Gentile analizza la differente realtà dei nazionalismi nel corso dei decenni a partire dalla nascita stessa dell'idea di nazione. Nel contesto internazionale i nazionalismi hanno avuto aspetti ed obiettivi divergenti: democratico, risorgimentale, imoperialista, totalitario, anticolonialista.

Nell'ultimo capitolo Il Miracolo dello Stellone. 3111 - 17 marzo 2011, lo storico, con un divertente colpo di coda finale, riflettendo sulla storia d'Italia e sul significato di Nazione, immagina che nel 3111, quando si festeggerà l'anniversario dell' Unità d'Italia si parlerà del compimento di un miracolo dello Stellone e con immaginazione e fantasia per gli italiani e la Penisola si apre uno spiraglio di speranza!

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Emilio Gentile, «Né stato né nazione – Italiani senza meta»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), février 2011. Consulté le 20/10/2019. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/civilisation/bibliotheque/emilio-gentile-ne-stato-ne-nazione-italiani-senza-meta