Vous êtes ici : Accueil / Arts / Théâtre / Un impegno globale per un mondo diverso. Conversazione con Chiara Boscaro e Marco Di Stefano per il dopo Coronavirus

Un impegno globale per un mondo diverso. Conversazione con Chiara Boscaro e Marco Di Stefano per il dopo Coronavirus

Par Stéphane Resche : Post-doctorant, membre du comité italien d'Eurodram - Université Paris-Est Créteil
Publié par Alison Carton-Kozak le 14/05/2020
Solidaire dans la vie comme à la scène, le couple de dramaturges Chiara Boscaro et Marco Di Stefano évoque dans cet entretien avec Stéphane Resche un monde transformé, renouvelé, idéal, qui pourrait faire suite à la crise internationale due au Covid-19. L'interview, qui est ponctuée d'extraits des pièces ((La città che sale)), ((Effetto farfalla)) et ((07.09.2012)), se conclut sur un projet de réflexion collaborative, ouvert à tous.

1. Presentazione degli autori

Chiara Boscaro e Marco Di Stefano sono due autori teatrali, fondatori della Confraternita del Chianti. La Confraternita è una compagnia stabile che lavora alla creazione di un repertorio di drammaturgia contemporanea e allo sviluppo di progetti culturali multidisciplinari e pedagogici dedicati sia al pubblico adulto che ai ragazzi, in Italia e all’estero. All'interno della compagnia Marco ricopre anche il ruolo di regista e Chiara quello di dramaturg.

Dal 2014 a oggi, La Confraternita del Chianti ha realizzato il progetto internazionale Pentateuco che l’ha portata a produrre 5 monologhi in altrettanti paesi europei: Romania, Croazia, Svezia, Spagna e Regno Unito. Per gli spettacoli del progetto la compagnia ha ricevuto il Premio Teatro e Memoria del Museo Cervi, il Premio Teatro Festival Valtellina (Esodo pentateuco #2) il Premio Teatro Voce della Società Giovanile di ENDAS, Teatro dell’Argine e Crexida (Genesi pentateuco #1), e il Premio di Produzione del SUQ Festival di Genova (Deuteronomio pentateuco #5). Genesi pentateuco #1 è stato inoltre finalista del Premio Internazionale Il Teatro Nudo di Teresa Pomodoro, nonché del progetto Harbour Europe London del Migrant Dramaturgies Network, e finalista del Premio Hystrio_scritture di scena.

Negli ultimi anni, le attività dei due drammaturghi della Confraternita si sono sviluppate in modo cospicuo, acquisendo un rilievo internazionale. Innanzi tutto, nel 2016, la Confraternita del Chianti ha ricevuto il Premio Pradella dall’Accademia dei Filodrammatici e dal Teatro dei Filodrammatici di Milano. Chiara Boscaro e Marco Di Stefano hanno realizzato, con il Dramma Italiano di Fiume/Teatro Nazionale Croato Ivan de Zajc, Effetto farfalla/Butterfly effect Prava Komedija. Nel giugno 2016 hanno vinto il concorso “Una commedia in cerca d’autori” con il testo Bedda Maki, e il testo 07.09.2012 è stato presentato in anteprima alla Nau Ivanow di Barcellona nel mese di luglio per il Festival di drammaturgia contemporanea PIIGS e pubblicato in catalano. Nel settembre 2017 Marco è stato tra gli autori di Esperabamos fuegos artificiales insieme ad Anna Albaladejo, Enrique Bataller e Pedro Lozano. 

Nel 2018 Chiara Boscaro e Marco Di Stefano hanno partecipano a WRITE 2018, residenza internazionale di drammaturgia organizzata da Tino Caspanello a Mandanici (Messina). I due autori hanno poi vinto il Mario Fratti Award a New York e sono stati selezionati dal comitato italiano di Eurodram con il testo La Città che sale. Quest'ultimo è stato tradotto e messo in scena al R.E.A.D.#5 Festival a Helsinki (Finlandia) e a Small Season 2019 a Sofia (Bulgaria). 

Nel 2019 hanno prodotto PLAY, gioco/spettacolo sull'Unione Europea presentato in Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Romania. 

Stanno attualmente lavorando al progetto internazionale CITIES che li porterà a Berlino, Barcellona e Fiume/Rijeka e ai testi La ricerca della simmetria (in collaborazione con La Contrada per Trieste ESOF 2020) e 24H ispirato a Girotondo di Arthur Schnitzler.

Di prossima pubblicazione una raccolta dei loro testi per la casa editrice Editoria e Spettacolo di Spoleto.

Ritratto di Chiara Boscaro (© Confraternita del Chianti)
Ritratto di Marco Di Stefano (© Confraternita del Chianti)

Brano 1 : La città che sale (2015), scena 10 “La Città Ideale”

Talk-show.

ISABELLA: È qui con noi il sindaco Mascaroni, che ha accettato di parlarci di quello che succede alla nostra città e dei grandi cambiamenti che la coinvolgeranno nei prossimi anni. Come sta, signor sindaco?

MASCARONI (sorridente): Ha visto che è tornata la nebbia? Come posso stare male?

ISABELLA: Ora che per fortuna l’emergenza gelo in stazione si è sbloccata ci può dire della novità di oggi, l’approvazione all'unanimità del nuovo piano regolatore. 

MASCARONI: Guardi. Sono rimasto stupito persino io, che del progetto sono il primo fan. Di solito il cittadino tende a difendere quello che ha, di fronte a proposte così visionarie e importanti. Il cittadino si preclude le grandi idee. Dice se partiamo con le grandi idee non vedremo mai posare una pietra. E invece no. La gente deve concedersi il lusso di sognare.

ISABELLA: Ma il piano regolatore lo avete approvato voi, non i cittadini.

MASCARONI: Dettagli. Noi rappresentiamo i cittadini. Tutti, aldilà del colore politico.

2. Tornare ad essere partigiani

Stéphane Resche: Cara Chiara, caro Marco, la crisi sanitaria dalla Cina è poi arrivata in Italia, e ora in Francia. Vediamo i politici, in tutt'Europa, fare scelte simili, drastiche, per la salvaguardia sia delle nazioni che della popolazione. Ma oltre l'emergenza, si tratta di pensare il mondo, quello che ci ha portato fino al Covid-19, e quello che ci spetta migliorare. A riguardo, a noi francesi, quando vengono paragonate le crisi sanitarie nazionali, sembra che voi italiani abbiate circa una decina di giorni in più di età, di maturità, e purtroppo anche di dolore condiviso a causa dell'emergenza. Cosicché le testimonianze e i pensieri di scienziati, intellettuali, artisti, ma anche di persone meno altolocate e più comuni, spesso prima degli interventi dei nostri concittadini, vengono tradotti dall'italiano, diffusi, letti da noi francesi, dandoci speranza, idee e respiro. A mia volta, vi chiedo, come fare per poter cambiare le cose?

Marco Di Stefano e Chiaro Boscaro:  Questa crisi sta portando alla luce problemi e criticità precedenti che per anni sono rimaste nascoste sotto un tappeto. Basti pensare alla privatizzazione della sanità in Italia (e non solo in Italia). Per anni ci hanno raccontato che avrebbe funzionato meglio così, che il settore privato funziona meglio per definizione. Semplicemente una menzogna. Basti pensare a quello che sta succedendo in Lombardia. Un altro nervo scoperto è sicuramente l'Unione Europea e il concetto stesso di Europa. L'Europa è una idea bellissima, che abbiamo sempre sostenuto con forza. Però come può l'Europa funzionare al meglio se è ancora soggetta agli interessi (o presunti tali) degli Stati nazionali? Questa crisi poteva portare al superamento dei singoli Stati per elaborare una risposta comune, invece, nel momento in cui scriviamo, l'Unione Europea pare spaccata dalle posizioni contrapposte dei suoi membri. Nel frattempo il governo di Orban ha chiesto pieni poteri e nessuno si pone il problema della tenuta democratica in Ungheria. Il Covid 19 ci sta costringendo a fare i conti con noi stessi, ma non è detto che ne usciremo migliori. Anzi. Crediamo però che la dicotomia tra Barbarie e Ragione si accentuerà ancora di più. Proprio mentre Orban si autoproclama Dittatore di Ungheria, in Portogallo il governo di Antonio Costa ha deciso di regolarizzare gli immigrati per garantire a tutti la sanità pubblica e le coperture sociali. Sono "differenze di approccio" già note prima della crisi. La crisi le ha polarizzate ancora di più. Inutile dire quale dei due approcci sia di nostro maggior gradimento.

Come cittadini dobbiamo capire da che parte stare, ora più che mai. E affermarlo con forza. Ecco, forse alla fine una risposta l'abbiamo trovata: per cambiare le cose bisogna tornare a essere partigiani.

Brano 2 : Effetto Farfalla (2019), Scena 3

Didascalista: SCENA 3, subito dopo. Uno dei corridoi della politica mondiale, le piante finte sono un appalto con i cinesi.

May: Signor Consigliere! Signor Consigliere, solo un minuto!

Didascalista: Lei è un Consigliere all'UNEP, programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente.

Consigliere: Con chi ho il piacere...?

May:Green World.

Consigliere: Ah.

Didascalista: (pubblicità istituzionale) Green World è una società solida, affidabile, con sedi in tutto il mondo...

May: Non potete far passare gli accordi Russo-Americani sull'amianto.

Consigliere: È un po' tardi, non crede?

May: Sono mesi che chiediamo un appuntamento.

Consigliere: Non mi pare di avervelo concesso.

May: Per questo sono qui. Sono abituata a non fermarmi al primo ostacolo.

Consigliere: Sarei curiosa di sapere chi l'ha fatta passare.

May: Ho le mie amicizie.

Consigliere: Il portinaio?

May: Anche. Racconta incredibili barzellette sui Caschi Blu.

Consigliere: Non ho dubbi. Posso andare, adesso?

May: Mi ascolti. L'amianto provocherà un disastro.

Consigliere: Per impedirlo le serviranno scarpe più comode.

Didascalista: May indossa tacchi a spillo rosso fuoco, il Consigliere dei sandali con calzini di spugna.

May: L'azienda che rappresento vi ha fornito studi di settore molto dettagliati. Ne ho qui una copia. Le chiedo solo di dargli un'occhiata. L'ho redatto io stessa.

May passa una cartellina al Consigliere. Il Consigliere non la prende.

Consigliere: Conosco quel dossier, lo avete mandato alla mia segretaria.

May: Le chiedo solo di leggerlo. Ho analizzato tutti i vantaggi economici e ambientali derivanti    dal blocco dagli accordi Russo-Americani. Alla fine del dossier troverà anche la cifra che siamo disposti a investire per la bonifica e lo smaltimento dell'eventuale amianto già consegnato.

Consigliere: Signorina, io il dossier l'ho letto. A fondo.

May: ...e?

Consigliere: E non posso che farle i miei complimenti: ben scritto, molto curato nei dettagli e la parte tecnico-scientifica è ineccepibile. Un po' banale, forse... anche i sassi sanno che l'amianto è una schifezza. Però devo dire che, data la situazione, ha fatto un lavoro egregio.

May: Bene.

Consigliere: Non direi. Ho scelto di non ricevervi proprio dopo averlo letto.

Pausa.

May: L'amianto russo riporterà l'industria mondiale indietro di cinquant'anni.

Consigliere: Lo sappiamo.

May: L'amianto è cancerogeno.

Consigliere: Lo sappiamo.

May: È dimostrato da tutte le sentenze.

Consigliere: Lo sappiamo.

May: E allora perché non li fermate?

Il Consigliere scoppia in una calorosa risata.

Butterfly/Locandina Effetto Farfalla (© laconfraternitadelChianti.eu)

3. Mettersi nei panni degli altri

Stéphane Resche: Capire da che parte stare, essere partigiani... In pratica, si tratta di impegno, e non si può più rimandare. Però non sembra facile, per esempio per chi non se la sente di fare "politica", per esempio nel proprio reparto di lavoro, perché non sopporta i compromessi o il conflitto, oppure chi non è in grado di coltivare le proprie carote perché non ha il pollice verde sebbene consideri il cambiamento climatico come un problema impellente, o ancora chi non riuscirà mai a smettere di comprare la Nutella perché alla fin fine l'olio di palma è più saporito del grasso di soia biologico. Voi, per esempio, da scrittori e artisti, qual è la vostra mossa quotidiana, di cui potremmo ispirarci? Una cosa che i ragazzi potrebbero fare per esempio.

Marco Di Stefano e Chiaro Boscaro: La prima cosa è prendere coscienza che ogni nostra azione ha delle conseguenze. Ci fa molto piacere che tu sia partito da un brano di Effetto Farfalla, perché il testo parla proprio di questo. Dobbiamo imparare a prenderci delle responsabilità e, soprattutto, a non auto-assolverci. È quello che cerchiamo di fare come cittadini e come artisti. E, di conseguenza, cerchiamo di non essere indulgenti con il pubblico. Non diamo mai risposte, le risposte non prevedono un confronto, le risposte offrono una “verità” supposta dall'artista. Noi poniamo domande, anche a noi stessi. La scrittura ci serve per elaborare un problema, un nodo che non arriviamo a comprendere. Questo vale per tutti i nostri lavori, dai testi più radicali alle commedie brillanti. La risata ha un grande potere. Il teatro – per lo meno quello italiano – spesso se ne dimentica, derubricandola a “intrattenimento”.

Quello che possiamo dire ai ragazzi è di interrogarsi e interrogare il reale ogni giorno. Leggere, studiare, vivere e prendere coscienza del potere della parola: qualunque cosa tu dica ha un messaggio politico, perché influenza il mondo nel quale vivi. Una parola gentile o un insulto hanno il potere di cambiare il corso degli eventi. Questo vale nella vita e nell'arte. Spesso si definisce teatro politico quello che affronta temi importanti, ma non è cosi. Anche il peggior teatro è teatro politico perché comunque avrà un effetto – dal nostro punto di vista – negativo sullo spettatore. Ecco, questa consapevolezza è un aiuto per affrontare il mondo in modo partigiano. Ognuno sceglierà in cosa impegnarsi: Ambiente, Diritti civili, Diritti sociali. Non sta a noi dare delle priorità, il singolo capirà cosa gli sta più a cuore.

E poi dobbiamo tornare a ripensarci come comunità. Comunità più piccole e comunità globale. Una comunità di individui che si confrontano e che – soprattutto – cercano di assumere almeno per un attimo il punto di vista degli altri individui. Mettersi nei panni degli altri è fondamentale.

Qualche giorno fa il filosofo sloveno Slavoj Žižek ha proposto un'idea bellissima e rivoluzionaria: un sistema sanitario globale. Ecco, abbiamo bisogno di confrontarci su idee come questa per trovare il senso profondo della "Comunità Umana" che abita il pianeta.

Brano 3 : 07.09.2012 (2016), scena III "Gli amici veri e il ritorno alle cose semplici come le cene tra amici veri"

Chiara : Da quando c’è la crisi, preferisco organizzare cene a casa. Da un lato accarezzo ancora il sogno del salotto letterario, dall’altro, è un numero di persone che posso gestire tutte insieme. E poi mi piace cucinare. Ci sono tutti questi programmi di cucina in televisione e tutte queste persone che al supermercato comprano solo surgelati. Io li vedo i carrelli di chi fa la spesa al supermercato. Da quando c’è la crisi, il mondo si è diviso in due. Quelli che fanno le cene a casa, e quelli che vanno alle serate e buttano giù tre drinks di fila solo per spendersi tutto prima che gli rubino il portafogli. Sono scelte di vita. A me piace riunire intorno a un tavolo un musicista, un elettrauto e la mia amica Ilaria e stare lì, a sentirli parlare. È una cosa da feticista? Mi piace quando c’è l’imbarazzo iniziale, quando nessuno sa dove sedersi. Mi piace quando uno deve chiedere dove è il bagno, ma non vuole essere il primo. Mi piacciono le intolleranze alimentari. Mi piacciono le presentazioni.

“Ciao, sono Ermelinda e adoro parlare a tutti del mio reflusso gastrico.”

“Ciao, sono Ermanno e nel tempo libero costruisco velieri con gli stuzzicadenti, e mentre aspetto che si asciughi la colla guardo film porno, sono un amante del fisting.” Mi piace la danza dei gomiti. Mi piace studiare il gioco di sguardi. Volevo un ricevimento di nozze solo per questo, un enorme esperimento antropologico. Mi piace vedere le persone evitare gli argomenti spinosi (gli inossidabili: politica, religione e calcio), e poi qualcuno dice una frase infelice e puf, esplodono. Non siamo più abituati a litigare davvero, a discutere delle cose. Da quando c’è la crisi, il mondo si è diviso in due. Quelli che scendono dalla macchina con il crick, e quelli che fanno finta di non aver sentito perché sanno che quello di fronte ha il crick pronto in macchina. Non è possibile avere opinioni diverse, da quando c’è la crisi. È una perdita di tempo inutile, quando potremmo invece, che ne so, lamentarci! Passiamo tutto il tempo a lamentarci, tra uno chef stellato alla televisione e i bastoncini di pesce nel microonde. Da quando c’è la crisi abbiamo tutti qualcosa di cui lamentarci. In un certo senso, ci unisce.


Foto di Play (© Confraternita del Chianti)

4. Per un mondo diverso

Stéphane Resche: Facciamolo allora, questo sistema sanitario globale. Anzi, facciamo anche di più. Rendiamoci partecipi della “storia connessa”, come l'ha definita Subrahmanyam. Permettete che riprenda la presentazione del vostro spettacolo Play? Mi sembra perfetta per metterci in moto: “Lo sai che tu, proprio tu, puoi proporre una legge di iniziativa popolare alla Commissione Europea? Bastano firmatari da 7 paesi europei, determinazione e una buona idea per comunicarla. L’idea ce la mettiamo noi, il resto lo facciamo insieme: scegli un tema, ascolta i pro e i contro, trova dei sostenitori, convinci il tuo Commissario Europeo e fai sentire la tua voce a Bruxelles. PLAY è uno spettacolo. PLAY è una performance. PLAY è un gioco, ma non un gioco da ragazzi. PLAY è una sfida: un’ora di tempo per decidere, pubblico e artisti, una proposta di legge popolare da presentare alla commissione Europea. E poi, una volta tornati a casa, fare in modo che la proposta venga accettata. Perché il teatro è partecipazione e cittadinanza attiva. E non finisce con la fine dello spettacolo.” 

Non un'ora di tempo per decidere, certo, e nemmeno la possibilità di “tornare a casa”, giacché siamo ormai tutti confinati, ma possiamo darci da fare. Forse potremmo proporre a qualche lettore di partecipare, e compilare le proposte, tramite l'account Facebook del progetto? Comincio io: proporrei un “12 days for Earth”, 12 giorni all'anno, un giorno per ogni mese in pratica, di stop completo, come quello che viviamo oggi, ma senza il confinamento. Un modo per concentrarci sulla fraternità, i progetti sociali, ambientali, sul nostro rapporto con il mondo. Che ne dite?

Chiara Boscaro e Marco Di Stefano: Sì, facciamolo. PLAY è un gioco performativo che ha incontrato pubblici in Italia, Paesi Bassi, Romania e Portogallo, ma proprio in questi giorni di quarantena stiamo immaginando come trasformarlo in un format online, visto che in Italia la ripresa delle attività in teatro si allontana sempre più, e tra artisti e critici si fa largo un dibattito surreale (ma rivelatore) sulla necessità delle arti performative nel futuro post-COVID. L'Europa è la nostra polis, e il teatro deve continuare a far riunire questa comunità con ogni mezzo, in attesa di tornare a condividere spazi ed esperienze “dal vivo”. Ma PLAY non basta più, non bastano le 54 proposte che sei mesi fa avevamo individuato e ci parevano così esaustive rispetto alla realtà. Ma chi l'avrebbe detto, sei mesi fa, che una pandemia avrebbe causato centinaia di migliaia di morti e costretto a casa per mesi quasi metà della popolazione mondiale? Oggi la realtà è completamente cambiata, occorre uno sforzo in più in termini di immaginazione e partecipazione. 

Il teatro in streaming ha un grande valore documentale, ma il nostro divano non è la polis, e dal divano si guardano la televisione, Netflix, Amazon Prime e altre cose bellissime, ma che non sono il teatro. Il teatro presuppone una comunità che si riunisce nel qui e ora. Come possiamo ritrovare quelqui e oradurante il confinamento?

Forse i social non sono il posto giusto, ma la pagina di PLAY esiste già, usiamola per raccogliere proposte per un'Europa diversa, più aperta, più solidale, più attenta agli individui e all'ambiente. 

In questi mesi di isolamento e riflessione ci siamo resi conto di cosa è realmente necessario, per noi stessi e per il resto del pianeta. E abbiamo visto il fondale dei canali di Venezia, cosa che non succedeva dai tempi di Casanova. 


Coppia (Marco e Chiara) (© laconfraternitadelChianti.eu)

Références bibliographiques

BOSCARO Chiara, DI STEFANO Marco. 2020. La Città che sale, Effetto Farfalla e L'ultimo giorno di scuola. Spoleto: Editoria&Spettacolo.

BOSCARO Chiara, DI STEFANO Marco. 2018. The City Rises. Translated by Carlotta Brentan. New York: Mario Fratti Award Collection.

BOSCARO Chiara, DI STEFANO Marco. 2016. 07.09.2012. (Traducciò Carles Fernandez Giua) in AA.VV. 2016. Dramatúrgia sobre la crisi 03. Barcelona: PIIGS Perpetuum.

LA CONFRATERNITA DEL CHIANTI. 2019. Pentateuco. Imola : Cue Press.

LAFFI Stefano, MAULINI Andrea (a cura di). 2019. Il territorio in scena – Dieci anni di residenze Etre. Milano: Franco Angeli.

Pour aller plus loin

Sito della Compagnia La Confraternita del Chianti

Sito del Comitato italiano di Eurodram (selezioni 2018)

Sito generale di Eurodram – Rete europea di traduzione teatrale

Sito della Migrant Dramaturgies Network

Qualche articolo recente scritto da Slavoj Žižek in francese qui, in italiano qua, oppure qui.

Account Facebook del progetto PLAY

Pour citer cette ressource :

Stéphane Resche, "Un impegno globale per un mondo diverso. Conversazione con Chiara Boscaro e Marco Di Stefano per il dopo Coronavirus", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mai 2020. Consulté le 21/10/2020. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/arts/theatre/un-impegno-globale-per-un-mondo-diverso-conversazione-con-chiara-boscaro-e-marco-di-stefano-per-il-dopo-coronavirus