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Valeria Parrella, «Ciao maschio»

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 12/01/2010
L'autrice scrive frammenti di discorsi amorosi, riflettendo in modo problematico sulle identità e sui motivi per cui spesso le relazioni non funzionano. Sotto osservazione non è il genere o l'universo maschile ma proprio la relazione uomo-donna. Protagonista una cinquantenne che, in preda ad una specie di delirio interiore, si ritrova davanti tutti i maschi della sua vita e con loro fa i conti. Maschi e non uomini, perchè l'ultimo appellativo implicherebbe una raggiunta maturità, una risoluzione che non è mai avvenuta.

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Valeria Parrella è nata nel 1974 e vive a Napoli. E' autrice di raccolte di racconti (con i quali ha vinto numerosi premi), di testi per la radio e per il teatro. Nel 2008 è uscito il suo primo romanzo Lo spazio bianco, Einaudi, da cui è stato tratto l'omonimo film di Cristina Comencini.

Le sue opere sono state tradotte in Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti.

L'ultimo, breve racconto di Valeria Parrella, è un monologo - confessione di una donna, pensato e messo in scena per il teatro.

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Il titolo cita  l'omonimo film di Marco Ferrero del 1978, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al XXXI° Festival di Cannes e anche una canzone di Rino Gaetano (Resta, vile maschio, dove vai?)."((Entrambi mi hanno sempre fatto pensare che ci sono stati anni di questa repubblica in cui la questione del gender era viva da entrambe le parti, cosa che ancora mi è oggi confermata dagli amici intelligenti, dagli uomini aperti che mi sono trovata al fianco. In questo senso, Ciao maschio, non è e non vuole essere uno scritto ideologico. E' lo stato mentale di una persona che si chiama a ragionare su se stessa. Una persona, non tutte le persone. Le generalizzazioni, in letteratura, come in politica, sono semplificazioni, e pertanto non servono a nulla. (nota dell'autrice pagg. 62-63)))"

Ciao è un saluto che si sceglie quando si arriva e quando si va via...

L'autrice scrive frammenti di discorsi amorosi, riflettendo in modo problematico sulle identità e sui motivi per cui spesso le relazioni non funzionano. Sotto osservazione non è il genere o l'universo maschile ma proprio la relazione uomo-donna.

Protagonista una cinquantenne che, in preda ad una specie di delirio interiore,  si ritrova davanti tutti i maschi della sua vita e con loro fa i conti. Maschi e non uomini, perchè l'ultimo appellativo implicherebbe una raggiunta maturità, una risoluzione che non è mai avvenuta.

La donna riflette sull'amore e sui rapporti complicati, mai risolti tentando una classificazione: da una parte gli uomini dell'accoglimento, dall'altra quelli della libertà. La relazione con i primi rende impossibile avere uno spazio per sé, perchè hanno la vocazione a proteggere; con gli altri non ci si conosce a fondo ed è una libertà apparente.

Il risultato non cambia: si sa, alla fine ci si ritrova con tanti no e un mucchio di scarti. Ma non rassegnate...

Dai frammenti di vita con l'uno e con l' altro escono le tipologie maschili; il devoto, il fantasma, quello che ti perdona tutto, l'uomo della passione erotica e che all'improvviso non dice più nulla, il marito che si sottrae alle responsabilità domestiche, quello che non ti capisce, l'altro con cui si palesa il consumarsi dell'amore...

Con tutti la donna cerca il momento, quel centro in cui ci si dimentica di sé, ma se va bene questo si realizza per manciate di secondi.

Perchè allora cercare un rapporto di coppia? Perchè cercare quell'equilibrio così difficile tra distanza e intimità? Sembra non esserci risposta alla sabbia dell'amore.

Si intravvede, tuttavia, nel finale un possibile riscatto nel legame con il padre che interrogato, ricorda la figlia fin da piccola: sola;

replica lei: disperata;

aggiunge lui:  forte.

Il libro si conclude con una conversazione fra la Parrella e l'attrice Lella Costa e con una storiella ambientata ai tempi di re Artù in cui vogliamo leggere una risposta agli interrogativi rimasti tali. L'uomo deve mostrare il suo rispetto verso la donna e lasciarla padrona di sé e lei, a sua volta, deve sapere essere in questo modo.

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Valeria Parrella, «Ciao maschio»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), janvier 2010. Consulté le 26/08/2019. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/valeria-parrella-ciao-maschio