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20 giugno 2023 - Famiglie arcobaleno: la Procura di Padova dichiara illegittimi 33 atti di nascita

Publié par Alison Carton-Kozak le 20/06/2023

Padova, la Procura impugna 33 atti di nascita con due mamme: illegittimi

Chiesta anche la rettifica del doppio cognome. Ad aprile la procura chiese gli atti dei 33 bambini registrati dal 2017

(Il Sole 24 Ore, 19/06/2023)

La Procura di Padova ha impugnato, perché ritenuti illeggittimi, tutti e 33 gli atti dell’anagrafe registrati dal sindaco Sergio Giordani, dal 2017 a oggi, nei quali il Comune ha riconosciuto ai bimbi di coppie gay anche con il nome del “secondo genitore”, ovvero la mamma non biologica. Le raccomandate alle “famiglie arcobaleno” sono state inviate negli scorsi giorni con il decreto del Tribunale che di fatto cancella il “genitore 2” dallo stato di famiglia.

Le notifiche a 33 famiglie

«Le notifiche dell’impugnazione arriveranno a tutte le 33 coppie per le quali abbiamo chiesto al Comune, ad aprile, gli atti anagrafici» ha spiegato la Procuratrice di Padova facente funzioni, Valeria Sanzari. Ci sono tempi tecnici di assegnazione agli uffici e quindi - spiega - non è possibile dire a quante famiglie sia già stata notificata l’impugnazione. «Io sono tenuta a far rispettare la legge - aggiunge - e con l’attuale normativa non posso fare altro».

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(Michela Nicolussi Moro, Il Corriere della Sera, 20/06/2023)

La prima coppia padovana ad aver ricevuto la notifica con cui il procuratore Valeria Sanzari chiede al tribunale la rettifica dell’atto di nascita della loro bambina di 6 anni, registrata all’anagrafe il 30 agosto 2017, è composta da due mamme quarantenni. Si sono sposate all’estero e hanno affrontato entrambe la procreazione medicalmente assistita, che ha permesso a una di loro di avere una figlia e alla moglie di mettere al mondo un maschietto a pochi mesi di distanza.

La doccia gelata

 E ora che sono «una famiglia», la doccia gelata. «Da settimane noi, come molte altre famiglie, trattenevamo il fiato ogni volta che il campanello suonava — confida la madre biologica della piccola —. Stamattina (ieri, ndr) è successo e a distanza di molte ore non riesco ancora a mangiare. Gioco con i miei figli, sono tante le cose che vorrei dire, ma al momento tutto ciò che riesco a fare è abbracciarli forte. Non ho ancora idea di come spiegheremo loro tutto ciò: hanno 6 anni, capiscono molte cose, ma questo? Quando si è saputo che avremmo ricevuto l’atto giudiziario siamo state contattate da famiglie e insegnanti della scuola dei nostri figli: con le altre mamme abbiamo condiviso molti momenti in questi ultimi anni, in particolare le difficoltà della pandemia. I nostri figli giocano insieme, sono cresciuti insieme, queste famiglie hanno sfilato insieme a noi al Pride, chiedendoci: ma perché è necessario manifestare, cosa c’è di diverso tra noi?».

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Vanessa e Cristina, dalla gioia all’incubo “Io l’ho partorita, mia moglie ha dato il Dna. Siamo solo due operaie, abbiamo pochi soldi, ma ci difenderemo. In Procura hanno dei sassi sul cuore".

(Maria Novella De Luca, La Repubblica, 20/06/2023)

"Sono stata appena operata per un tumore. Ora sto bene. Se mi accadesse qualcosa però cosa ne sarà di Vittoria? Mi sembra di vivere un incubo. Fino a ieri nostra figlia aveva due mamme e da oggi Cristina, mia moglie, non ha più alcun legame con lei semplicemente perché non l'ha partorita. Non posso credere che la Procura di Padova ci stia facendo questo.

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