17 novembre 2025 - La Procura di Milano apre un'inchiesta sui “cecchini del weekend” a Sarajevo
Cecchini italiani a Sarajevo durante la guerra in ex Jugoslavia, Procura di Milano apre un’inchiesta
L'accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà ed è al momento a carico di ignoti e nasce dall'esposto presentato dal giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni
(RaiNews, Simone Gorla, 11/11/2025)
Si torna a parlare di guerra nella ex Jugoslavia, e dei cecchini che a lungo paralizzarono la capitale bosniaca Sarajevo. La procura di Milano indaga su un gruppo di italiani che avrebbero pagato somme "ingenti" ai militari serbi per partecipare all'assedio di Sarajevo e sparare "per divertimento" contro i cittadini durante la guerra. L'inchiesta punta a individuare chi partecipò al massacro di oltre 11mila persone tra il 1993 e il 1995: lo scrivono i quotidiani Il Giorno e La Repubblica.
Sarajevo, da dove sparavano i “turisti cecchini”
VIAGGI DA FERMO La memoria della guerra e l’inchiesta sui ricchi italiani che parteciparono “per sport”
(Michele Gravino, La Repubblica, 14/11/2025)
A cercare "viewpoint" sulla Google Map di Sarajevo, compaiono – com'è naturale – punti panoramici, bed and breakfast con vista, ristoranti dove portare la fidanzata. Fa gelare il sangue pensare che trent'anni fa su quei viewpoints fossero appostati i cecchini, e da lì sparassero verso giù, verso quel viale che fu subito soprannominato Sniper Alley, il viale dei cecchini appunto, in cui morirono centinaia di civili, di cui almeno 60 bambini.
Italia, aperta un’inchiesta sui “cecchini del weekend” a Sarajevo
(Internazionale, 13/11/2025)
La procura di Milano ha aperto un’inchiesta sui cosiddetti “cecchini del weekend”, molti dei quali italiani, che durante l’assedio di Sarajevo all’inizio degli anni novanta avrebbero pagato le forze serbobosniache per poter sparare sui civili, hanno riferito alcuni mezzi d’informazione italiani e l’ex sindaca della capitale bosniaca.
Secondo il quotidiano La Repubblica, l’inchiesta aperta a Milano dal pubblico ministero Alessandro Gobbis contro ignoti per “omicidio volontario aggravato” punta a “identificare gli italiani che, tra il 1993 e il 1995, hanno pagato per giocare alla guerra e uccidere civili indifesi”.
Inchiesta a Milano per i “safari della morte” di Sarajevo: si indaga sui turisti che pagavano per essere cecchini
Il fascicolo è stato aperto dal pm Alessandro Gobbis con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti ed è al momento a carico di ignoti. nasce dall’esposto presentato dal giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni, con la collaborazione di due avvocati e dell’ex magistrato Guido Salvini
(Il Fatto Quotidiano, 10/11/2025)
A 30 anni dagli orrori della guerra in Bosnia, c’è una storia che riguarda l’Italia – e in particolare Milano, Torino e Trieste – che è diventata oggetto di un’inchiesta penale che, in considerazione dei gravissimi reati contestati, è ancora perseguibile. La procura indaga, come riportano Il Giorno e La Repubblica, su cittadini italiani che sarebbero partiti dall’Italia, dopo aver pagato somme “ingenti” ai militari serbi, per partecipare all’assedio di Sarajevo e sparare “per divertimento” contro i cittadini della capitale bosniaca. Uomini, donne e addirittura bambini falciati dalle postazioni in cima ai palazzi su cui installavano le loro armi i killer. Questi “turisti della guerra” avrebbero quindi partecipato al massacro di oltre 11mila persone tra il 1993 e il 1995. Un caso che era già emerso alcuni anni fa quando si parlò di “safari di guerra” – oggetto anche di un documentario – che coinvolgeva cittadini stranieri disposti a versare tariffe per “contribuire” a trasformare alcune parti della città della città in un mostruoso poligono a cielo aperto.
Mappa della Bosnia. Wikipedia, CC BY-SA 3.0. © 2007apm

