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«Vandalo»

Par Filippo d'Angelo
Publié par Alison Carton-Kozak le 03/06/2015
In occasione delle 9e ((Assises Internationales du Roman 2015)) tenutesi a Lione, scrittore Filippo d'Angelo ci propone un testo inedito sul tema della scrittura come vandalismo.

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Da bambino, ero un vandalo. Mi divertivo a distruggere gli oggetti intorno me, senza motivo. Questa vocazione si è spenta all'inizio della pubertà, il giorno in cui venni condotto in questura per aver demolito a pietrate il rosone di una chiesa. Mi ero sfogato a sufficienza.

Da adulto, questo vandalismo è ricomparso nella mia scrittura: le parole come pietrate, ma il cui bersaglio prediletto è proprio colui che le lancia. Pietrate con effetto booomerang. Se dovessi rappresentare l'atto di scrivere attraverso un mito, sarebbe la storia di un autore che, mentre scrive, sacrifica una parcella del proprio corpo ad ogni parola utilizzata, fino ad ammalarsi e a deperire. L'atto di scrivere come una pelle di zigrino che si restringe inesorabilmente, per consentire la nascita di un essere di carta e inchiostro.

Eppure vorrei con tutto il cuore, con tutto il corpo, consacrarmi a una scrittura serena, una scrittura della gioia, che sia una promessa di felicità. Cosa mi impedisce di riuscirci, a parte le carenze della mia ispirazione, i limiti del mio talento, le fragilità del bambino che ero? A volte mi assolvo dicendomi che è colpa del vandalismo stesso di un mondo che assomiglia sempre di più a "un oasis d'horreur dans un désert d'ennui".

Un altro mito, questo, ben radicato nel nostro immaginario, racconta che Giacobbe lottò per una notte intera con un angelo, sinché non ebbe da lui la benedizione a cui aspirava. Mi piace pensare che la mia situazione di scrittore, in fondo, non sia molto diversa da quella di Giacobbe, e che, in un mondo che avesse cessato di essere un'oasi di orrore, potrei sferrare i miei colpi per ottenere la benedizione necessaria alla scrittura di un libro della gioia. Aspettando l'avvento di questo mondo, persevero nella mia lotta con le parole, sempre come un vandalo; ma, chissa, forse la benedizione giungerà prima dell'alba.

 

Pour citer cette ressource :

Filippo d'Angelo, "«Vandalo»", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), juin 2015. Consulté le 21/10/2020. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/periode-contemporaine/vandalo

Les Assises Internationales du Roman
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