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2 novembre 2015 - Bagheria : la rivolta del pizzo

Publié par Alison Carton-Kozak le 21/05/2014
Créé le 02/11/2015, kjsp:282536, Page libre


La rivolta di Bagheria contro il pizzo. Trentasei imprenditori denunciano i boss
(Salvo Palazzolo, La Repubblica)
Alle cinque del mattino, i riflessi blu dei lampeggianti avvolgono i mostri di Villa Palagonia. Un tempo, questo era il luogo dei sogni: le statue deformi del principe Negromante, come lo chiamavano, divertivano il pittore Renato Guttuso e il poeta Ignazio Buttitta. Era la loro Bagheria. Poi arrivarono i corleonesi, il capomafia Bernardo Provenzano iniziò qui la sua latitanza dorata, in una sontuosa villa antica, dicono. E Bagheria diventò un feudo di mafia. Feudo di paura, di ricatti e di complicità. 

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A Bagheria la rivolta del pizzo. Imprenditori denunciano i boss: “Iniziai a pagare in lire”
(Laura Anello, La Stampa)
È stata il feudo e il rifugio di Bernardo Provenzano. Pochi si aspettavano che proprio a Bagheria, dove tonnellate di cemento abusivo hanno coperto nel silenzio agrumeti e ville nobiliari, potesse partire una nuova rivolta contro il pizzo. Il primo commerciante ha parlato, lo hanno seguito altri trentacinque tra negozianti e imprenditori. Uno dopo l’altro. A raccontare di estorsioni andate avanti per decenni, cominciate con la lira (tre milioni al mese) e traghettate nell’epoca dell’euro. Un imprenditore pagava dall’inizio degli Anni Novanta: ha detto di avere dovuto chiudere l’attività e vendere la casa. A finire in carcere sono stati 22 presunti estortori, con un’operazione portata avanti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.

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Gli imprenditori si ribellano al pizzo e denunciano i boss: 22 arresti
(Il Corriere della Sera)

Ha cominciato a pagare in lire (3 milioni al mese) alla «famiglia» mafiosa di Bagheria. Vent’anni di minacce e soprusi a cui un imprenditore bagherese ha deciso di ribellarsi. Per accontentare le richieste dei boss l’uomo è finito sul lastrico e ha dovuto chiudere l’attività. È una delle storie delle vittime del racket scoperte dai carabinieri di Palermo che hanno eseguito 22 provvedimenti cautelari (la maggior parte dei destinatari erano comunque già detenuti) a carico di capimafia ed estortori dei clan bagheresi. La vittima ha scelto di denunciare dopo anni di silenzio. 
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Bagheria si ribella al pizzo della Mafia: 22 boss arrestati dopo la denuncia di 36 imprenditori
(Il Messaggero)

I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito 22 provvedimenti cautelari nei confronti di capi e gregari del mandamento mafioso di Bagheria, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, sequestro di persona e danneggiamento a seguito di incendio. 
Le indagini hanno evidenziato la soffocante pressione estorsiva esercitata dai boss che, dal 2003 al 2013, si sono succeduti ai vertici del clan. 
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Pour citer cette ressource :

"2 novembre 2015 - Bagheria : la rivolta del pizzo", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mai 2014. Consulté le 28/10/2021. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/revue-de-presse/2-novembre-2015-bagheria-la-rivolta-del-pizzo