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Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, "I silenzi degli innocenti"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 16/03/2010
I due autori hanno raccolto le parole di familiari e amici di vittime delle stragi nere e del terrorismo rosso, percorsi individuali di sofferenza e di amarezza accomunati però dalla protesta verso lo Stato, che raramente ha fatto giustizia e verso l'informazione che ha spesso trasformato gli ex-terroristi in personaggi mediatici.

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Giovanni Fasanella è nato nel 1954, è scrittore, giornalista e autore di racconti per il cinema, ha scritto numerosi libri sulla storia italiana più recente, da ultimo con Gianfranco Pannone, Il sol dell' avvenire, Chiarelettere, 2009 (libro + dvd).

Antonella Grippo è insegnante, con Giovanni Fasanella ha scritto anche L'orda nera, BUR, 2009

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Sono le vittime di trent' anni di violenza, da Piazza Fontana a oggi. Dopo anni di silenzio, la parola finalmente a loro: a chi non ha mai avuto modo di raccontare la verità.

Copertina

E' un libro commovente, veramente bello, che raccoglie venti storie di silenzio, dedicato alle vittime degli anni di piombo: quasi 600 morti e 5000 feriti; e l' Italia ha in questo un ben triste primato in Europa.

I due autori hanno raccolto le parole di familiari e amici di vittime delle stragi nere e del terrorismo rosso, percorsi individuali di sofferenza e di amarezza accomunati però  dalla protesta verso lo Stato, che raramente ha fatto giustizia e verso l'informazione che ha spesso trasformato gli ex-terroristi in personaggi mediatici.

Appunto, si è detto, silenzi di vittime e di innocenti che nel libro hanno parlato con grande dignità non cercando benefici o privilegi ma per inseguire giustizia, verità e chiarezza.

Silenzi differenti e solo per fare qualche esempio: c' è il silenzio "per scelta" della madre di una vittima della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che si è fatta suora di clausura; il silenzio "estremo" di un nonno di due ragazze morte pure a Bologna che si è ucciso  per protesta nei confronti dello Stato; il silenzio "imposto"  di un dirigente della Democrazia Cristiana milanese, ferito dalle Br, che vorrebbe spiegare il suo punto di vista sul perdonismo facile ma non trova spazio sui giornali. Nel libro emergono anche altri generi di silenzi, le reticenze dei colpevoli,  il silenzio di chi sa e conosce le responsabilità non ancora emerse e non parla: si tratta di ex-terroristi che, ad esempio, non rivelano i nomi dei loro complici mai individuati ma ci si riferisce ancora una volta allo Stato, che custodisce  nei suoi archivi una possibilità  per conoscere più compiutamente il periodo della violenza politica in Italia.

I testimoni che hanno rilasciato le interviste chiedono  allo Stato l'abolizione del segreto di stato, la declassificazione di documenti dei processi e delle indagini per trovare una risposta ai tanti quesiti rimasti insoluti, e per potere individuare tutte le responsabilità dei terroristi e dei loro mandanti, anche stranieri. [1]

In conclusione riportiamo alcune parti delle testimonianze descritte che parlano più di ogni altro commento:

...la mia storia! Quale storia?

La sua... Lei ha perso una persona cara in piazza Fontana...

Piazza Fontana? E cos' è successo in Piazza Fontana?

Non starà mica scherzando? La bomba nella Banca dell' Agricoltura il 12 dicembre 1969, 17 morti, decine di ferite.

Sto scherzando, io? Lo Stato ha detto che non esiste un colpevole, dunque nessuno ha messo la bomba, dunque non c'è stata nessuna strage, dunque io non ho una storia da raccontarvi. Per favore, lasciatemi in pace! Non è successo niente, proprio niente, il 12 dicembre 1969.

[...]

Io sono Manlio Milani, il marito di Livia, morta nella strage di Brescia la mattina del 28 maggio 1974. Da quel giorno, ogni istante della mia vita lo dedico alla ricerca della verità. Non è facile, credetemi. Ma io non desisto.

 [...]

Sono Antonio Iosa, classe 1933, sposato, due figli. La sera del primo aprile 1980, a Milano, quattro brigatisti irruppero in una sezione della Dc, il mio partito. Scelsero quattro persone fra i presenti e ci fecero mettere contro il muro. Poi ognuno di loro sparò alle gambe di ognuno di noi. Riportai lesioni a entrambe le arterie... da quel giorno, venti ricoveri e cinquantuno interventi, mai un minuto senza dolore.

 [...]

Mi è capitato di incontrare anche qualche ex brigatista rosso. E' successo casualmente a casa di amici comuni, appartenenti a Comunione e Liberazione. Ci ha fatto una grande opera di proselitismo verso i brigatisti nelle carceri, aiutandoli anche a reinserirsi dal punto di vista lavorativo... ad esempio Mario Moretti, il capo militare delle Br, organizzatore del sequestro Moro e di altri attentati, ha avuto dalla Regione Lombardia l'incarico di ingegnere  tecnico per l'informatizzazione del carcere di San Vittore, attraverso una cooperativa legata a Comunione e Liberazione.

Per carità, non voglio dire niente, ma santo cielo!

 [...]

Avverto un senso profondo di solitudine. Ci hanno isolati per paura del nostro punto di vista. E hanno stretto intorno a noi un cordone sanitario di silenzio. Tutto questo, mentre le televisioni e i giornali sono piene delle versioni dei fatti fornite dai brigatisti. Versioni di comodo, edulcorate e reticenti.

 [...]

Sono stanco di parlare al vento, di confrontarmi con dei muri di gomma. Sono giunto al punto da provare quasi imbarazzo a definirmi una vittima del terrorismo. Sì per paura di essere accusato di avere la vocazione al vittimismo o, peggio, di trasformare il mio dramma in una  professione. La mia sofferenza è reale... ma il dolore fisico è niente in confronto al dolore provocato dalle ferite dell'anima. E' lì, nell'anima, che continuano a spararci e a colpirci.

 a cura di Maurizia Morini

Note [1] Rispetto alle richieste degli intervistati, pubblicate nel libro che è del 2006, un piccolo passo verso il recupero della memoria è stato compiuto con l'istituzione del Giorno della memoria, dedicato alle vittime del terrorismo; il 9 maggio di ogni anno, data scelta anche come anniversario della morte di Aldo Moro. (ndr.)

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, " Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, "I silenzi degli innocenti"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mars 2010. Consulté le 18/06/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/giovanni-fasanella-e-antonella-grippo-i-silenzi-degli-innocenti-