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Edoardo Nesi, "Storia della mia gente"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 05/04/2012
Il libro ha meritato il prestigioso Premio Strega 2011, e fa riflettere sull'evoluzione e declino della piccola industria di qualità italiana ma, al momento, a fatica si intravvede un presente e un futuro positivi per l'economia dell'Italia.

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Maurizia Morini, storica e lettrice MAE
Edoardo Nesi, scrittore e regista, è nato a Prato nel 1964, fra i suoi libri, tutti editi da Bompiani ricordiamo: Figli delle stelle, 2001; L'età dell'oro, 2004; Per sempre, 2007.

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La rabbia e l'amore della mia vita da industriale di provincia
Premio Strega 2011

 

 

Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica.
Il rumore della tessitura non si ferma mai, ed è il canto più antico della nostra città, e ai bambini pratesi fa da ninnananna.
Questa è la mia gente. La mia gente che in tutta la vita non ha fatto altro che lavorare.

 

Edoardo Nesi era proprietario ed erede del Lanificio T.O. Nesi & Figli Spa, di Prato-Firenze, l'azienda tessile della sua famiglia. Nel 2004, insieme al cugino e al padre d'accordo, la ditta fu venduta.

In questo romanzo-saggio Nesi che afferma: Quando cedi un'azienda, vendi anche la sua storia, ce la racconta.

Si tratta della storia di una piccola azienda italiana, poi divenuta grande, nel comprensorio tessile di Prato, dove dal dopoguerra la gente ha tanto lavorato “trasformando stracci in tessuti”; per l'industria dei Nesi si è passati dalla produzione di coperte, ai cappotti loden ai paltò velour. Lavoro faticoso, impegnativo ma redditizio e di soddisfazione per la creatività e l'ingegno utilizzato.

Negli anni '60 e '70 il successo si consolida fino ai primi anni '90 quando la globalizzazione dei mercati, la concorrenza cinese mette in crisi, quasi irreversibile un intero distretto industriale.

Da una singola realtà alla visione più complessiva il passo è breve ed oggi assistiamo alla fase terminale della piccola industria tessile italiana, alla fine degli artigiani vanto di uno specifico made in Italy nostrano.

Nesi accusa di questo declino le scelte di politica industriale miopi e infficaci della classe politica italiana, della sua inettitudine di fronte alla globalizzazione e per averlo costretto, come molti altri pratesi, a cedere l'azienda.

Un libro, questo di Nesi – scrittore-imprenditore – che si situa nel solco della letteratura industriale italiana, con l'aggiunta di riflessioni personali: l'amore per il cinema, per la letteratura, soprattutto per Francis Scott Fitzgerald, i ricordi di una giovinezza dorata al mitico Forte. (È la cittadina marittima di Forte dei Marmi in Versilia- Toscana, meta del bel mondo italiano, ndr)

Leggendo il libro nella parte conclusiva che presenta l'oggi con la descrizione delle condizioni di vita dei lavoratori cinesi, in un ambiente sporco, freddo, degradato, fuggiti da un paese in cui vivevano peggio, con i controlli della Polizia, con i tentativi di spiegare loro il concetto di diritto come esseri umani, non si rimane indifferenti e ci si chiede quale sarà il futuro industriale dell'Italia ed anche del mondo occidentale.

L'autore ha voluto scegliere una conclusione corale, con la grande manifestazione dei pratesi, industriali, operai, tessitori, riuniti attorno allo striscione fatto con i tessuti prodotti dalle fabbriche ora fallite e riuniti, sembrerebbe, in una ritrovata solidarietà umana e sociale.

Scrive Nesi:

...mi dico che ho fatto bene a venire e che non potevo mancare, che questa è la mia testimonianza...sono molti quelli che mi salutano e mi sorridono nel vedermi portare lo striscione. Sono quasi tutti uomini della mia età, molti di loro venuti con mogli e figli, e non sembrano per nulla tristi, per nulla depressi, per nulla sconfitti mentre scortano la nostra bandiera...

non c'è nessuno, invece, che debba chiederci scusa per averci condannato a essere la prima generazione da secoli che andrà a star peggio di quella dei nostri genitori?

Continuiamo a camminare stringendo la bandiera tricolore, io e la mia gente, tutti sorridenti, tutti decisi, tutti schierati contro la sorte cattiva e a ogni passo mi sembra di stare meglio...

Oggi però voglio continuare a camminare insieme alla mia gente. Non so bene dove stiamo andando, ma di certo non siamo fermi.

(pagg. 160 e 161)

Il libro ha meritato il prestigioso Premio Strega 2011, e fa riflettere sull'evoluzione e declino della piccola industria di qualità italiana ma, al momento, a fatica si intravvede un presente e un futuro positivi per l'economia dell'Italia.

a cura di Maurizia Morini

 

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Edoardo Nesi, "Storia della mia gente"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), avril 2012. Consulté le 19/09/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/edoardo-nesi-storia-della-mia-gente-