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L'Italia in musica - Quinta parte: La convergenza verso il pop-rock internazionale

Par Cesare Grazioli : historien - Istituto storico per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Reggio Emilia, Laboratorio nazionale di didattica della storia
Publié par Damien Prévost le 18/01/2013

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Cesare Grazioli, storico e docente nei licei italiani

 

 
 

 

Gli anni Ottanta e Novanta

 

 

La  convergenza  verso  il  pop-rock  internazionale


Indice

 

 

 

Molte le novità della musica internazionale, dalla seconda metà degli anni ’70 agli ’80. Tramontò il progressive rock, a favore del punk rock o di una sua variante, la new wave, in cantanti come Patty Smith e Bruce Sprinsteen e in gruppi come i Sex Pistols, i Clash, i Duran Duran, i Police, gli U2,  i Talking Heads, le band ai cui concerti accorrevano decine o centinaia di migliaia di spettatori.

Ma la novità che ebbe maggiore influenza in Italia tra fine ’70 e primi ’80 fu la disco-music, importata dagli Usa, e collegata alla moda delle discoteche: il “travoltismo”, termine nato da John Travolta, protagonista del film Fever Saturday Night, che uscì nel ’79 con colonna sonora dei Bee Gees (il gruppo più ascoltato al mondo dopo i Beatles). Regine della disco-music furono le cantanti americane Donna Summer, Diana Ross e Gloria Gaynor. Alla disco-music si collegò il “ritorno al privato”, cioè il declino dell’impegno politico del “lungo Sessantotto”, e con esso anche delle canzoni “impegnate”.
L’altra tendenza, molto più duratura, fu l’emergere negli anni ’80 di uno stile internazionale pop-rock che diede ai cantanti – e alle cantanti – che lo assumevano una forte e immediata visibilità internazionale (in qualche caso, all’estero prima ancora che in Italia). Esso  tendeva, però, a omologare le differenze tra le diverse tradizioni nazionali e locali: con la dovuta prudenza, il pop-rock internazionale degli ultimi decenni può essere considerato l’equivalente (o se si preferisce, la proiezione) in musica della globalizzazione dei mercati in economia. Non a caso, dagli ’80 il mercato musicale venne sempre più strettamente controllato dai colossi multinazionali della discografia. Icone assolute del pop-rock internazionale degli ’80 furono Madonna e Michael Jackson (il cantante che ha venduto più dischi nella storia: 1 miliardo), iniziatori e perfetti interpreti di un’altra enorme novità del decennio: la video-musica, ovvero la canzone lanciata dal videoclip, cosa che richiede ai cantanti di essere prima di tutto personaggi da palcoscenico, con un look adatto per “bucare” il video. All’enorme importanza del videoclip (suo antenato era stato il cinebox, inventato in Italia nel ‘59) contribuì la nascita di MTV nel 1981 – che, simbolicamente, aprì le trasmissioni col videoclip Video killed the radio star), e poi di altre TV musicali.

Esempi riportati

Night Fever
 
Hot stuff
 
I love you Baby
 
Rivers of Babylon
 
Da Da Da
 
Billie Jean
 
Video killed the radio star
 
Like a Virgin
 

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– The Bee Gees
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– Gloria Gaynor
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– Madonna
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– Donna Summer
michaeljacksonsongpics1uuo1su5ffrh1bm_1358867761585-jpg – Michael Jackson
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Nel panorama musicale italiano, uno dei primi a inaugurare la nuova canzone pop (o pop-rock) fu il cantautore catanese Franco Battiato, che nella sua lunghissima carriera è passato attraverso stili e generi molto diversi. Partito dal rock progressivo degli anni ’70, con netta prevalenza della musica elettronica sui testi, tornò alla forma canzone con l’album L’era del cinghiale bianco (’79), e due anni dopo con La voce del padrone: quest’album segnò la nascita della nuova canzone pop italiana, con pezzi molto celebri come Centro di gravità permanente, Bandiera bianca; poi, Voglio vederti danzare e I treni di Tozeur (in collaborazione con Alice, per la quale compose molte canzoni). Dall’album Fisiognomica (’88), emerse la ricerca di un singolare intreccio tra musica lirica, folk e musiche etniche mediterranee, e poi negli anni ’90 la “svolta filosofica-letteraria”, segnata dalla collaborazione per i testi con il filosofo Manlio Sgalambro e da tematiche metafisiche e spirituali;  famose canzoni di questo periodo furono E ti vengo a cercare, fino alle tre raccolte Fleurs, con classici della canzone d’amore italiana e straniera da lui reinterpretati.

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– I Matia Bazar
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– Alan Sorrenti
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– Umberto Tozzi
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– Enrico Ruggeri
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– Toto Cutugno
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– Loredana Bertè

 

Il gruppo genovese dei Matia Bazar, dopo grandi successi a metà dei ’70 (Stasera che sera, Per un’ora d’amore, Solo tu), fu uno dei primi ad abbracciare la nuova canzone pop europea, basata in gran parte sulla musica elettronica, innestandola sulla tradizione melodica italiana, con Vacanze romane, Melancholia, Melò. Cantautori che ebbero breve celebrità con singole (o poche) canzoni, nel filone della disco-music di fine anni ‘70, furono Alan Sorrenti con I figli delle stelle, Tu sei l’unica donna per me, Non so che darei; e Gianni Togni con Luna. Ben più duraturo fu il successo di una delle tante scoperte di Bigazzi, Umberto Tozzi, che tra il ’77 e il ’79 lanciò tre brani che fecero il giro del mondo: Ti amo, Tu, Gloria; seguirono Nell’aria c’è, e poi Si può dare di più, cantata assieme a Morandi e Ruggeri; con un Lp all’anno, per lo più di canzoni per l’estate, felice sintesi di pop internazionale e canzone leggera all’italiana, arrivò a vendere oltre 50 milioni di dischi. Nell’ambito della canzone leggera, si ebbe anche una riedizione delle “canzoni da spiaggia” dei ’60, con la fortunatissima Vamos a la playa dei torinesi Righeira, e con Tropicana del Gruppo Italiano.

 

Tutt’altro registro quello di Enrico Ruggeri, che dopo il primo successo con Contessa nel ’79, ha avuto una lunga carriera, sia come autore di molti successi per diverse cantanti, sia come interprete di canzoni in cui confluiscono il punk, il rock e l’influenza dei cantautori francesi. Vinse Sanremo con Si può dare di più nel 1982, e poi nel ’99 con Mistero, dopo album di successo come Peter Pan. Toto Cotugno fu compositore e paroliere di vari successi (di Celentano e altri), e come cantante sfondò con Solo noinel 1980, poi divenne una presenza costante a Sanremo, con buoni piazzamenti, e con canzoni come Gli amori e Il treno va, che gli diedero celebrità internazionale.

Loredana Bertè, sorella minore di Mia Martini, si impose come la cantante più esplosiva e trasgressiva (nel look ma non solo) del periodo, con canzoni scritte spesso da Ivano Fossati, dal primo exploit del ’75 Sei bellissima a Meglio sola (che divenne una sorta di inno femminista) a E la luna bussò, che introdusse i ritmi giamaicani reggae (alla Bob Marley: No woman no cry), allora ancora poco conosciuti in Italia; ebbe un successo strepitoso nel 1982 con Non sono una signora, seguita da Il mare d’inverno, ove il suo rock si intrecciò con ritmi jazz, e da diversi LP che la resero una star internazionale. La barese (di origine albanese) Anna Oxa, dopo un esordio folgorante a Sanremo nel ’78 con Un’emozione da poco, proseguì negli ’80 con Il pagliaccio azzurro, Controllo totale, Non scendo, E’ tutto un attimo, Ti lascerò, Senza pietà (queste due, vincitrici a Sanremo a dieci anni una dall’altra) fino a Un’emozione da poco; nota anche per le metamorfosi dei suoi look, dal punk iniziale al sexi-platinato, fu considerata dalla stampa tedesca la migliore voce femminile europea degli anni ‘80.

Esempi riportati

Centro di gravità permanente E ti vengo a cercare
 
Vacanze romane
 
Tu sei l’unica donna per me
 
Luna
 
Ti amo
 
Gloria
 
Si può dare di più
 
Vamos a la playa
 
Solo noi
 
Splendido splendente
 
E la luna bussò
 
Non sono una signora
 
Pagliaccio azzurro
 
E’ tutto un attimo
 

Gianna Nannini, senese, è ritenuta la più grande cantante e cantautrice rock italiana contemporanea. Trasgressiva nello stile punk e nei contenuti di molte canzoni, femminista e politicamente impegnata, esordì nel ’79 con America, cui seguirono Vieni ragazzo e l’album Latin lover, che la rese celebre in Germania prima ancora che in Italia. Seguirono Fotoromanza, Bello e impossibile, Maschi, nel ’90 Un’estate italiana (che divenne l’inno ufficiale dei Mondiali di calcio di quell’anno a Roma), nel ’95 Meravigliosa creatura, ma soprattutto album e concerti rock di enorme successo in tutto il mondo, fino all’album Grazie del 2006, il più venduto dell’anno.

La cantautrice romagnola Alice compose canzoni (inizialmente in collaborazione con Battiato) come Il vento caldo dell’estate (1980) e l’anno dopo Per Elisa (vincitrice a Sanremo) e Una notte speciale, seguite da pezzi sempre più colti e sofisticati, con grande spazio alle sonorità. Anche un’altra cantautrice, la siciliana Giuni Russo, collaborò inizialmente con Franco Battiato ed ebbe grande successo con la “facile” Un’estate al mare, poi si orientò verso ritmi jazz e blues.

La romana Fiorella Mannoia valorizzò con le sue straordinarie qualità vocali canzoni di molti autori, dal primo successo nel 1984: Come si cambia, a Quello che le donne non dicono, Le notti di viaggio, Il cielo d’Irlanda, e tenne molti concerti in tour anche con altri cantanti italiani e stranieri, soprattutto brasiliani, fino a essere considerata una delle regine della canzone italiana di qualità, oltre che politicamente impegnata (una presenza fissa ai concerti del Primo Maggio, ad esempio).

La veronese Ivana Spagna si affermò prima sul mercato internazionale, con canzoni in inglese sui ritmi “facili” della disco-music e della musica pop-soul (Easy Lady, Call me, Lady Madonna), poi anche in Italia (Gente come noi e E che mai sarà), grandi successi commerciali.

La cantante più “esportabile” è stata (ed è tuttora) la romagnola Laura Pausini, impostasi molto giovane all’inizio dei ’90 con La solitudine e poi Mi rubi l’anima, Strani amori, Gente, Una storia che vale, e alcuni album incisi in 5 lingue e diffusi in 50 paesi! Con le sue canzoni melodiche molto tradizionali, su temi disimpegnati e di facile fruizione, ha contribuito al successo internazionale del cosiddetto latin pop (il pop non inglese), ed è l’italiana che ha venduto più dischi nel mondo.

Un successo folgorante negli anni ’90 fu quello della cantautrice romana Giorgia, che vinse Sanremo nel ’95 con Come saprei, e dopo il 3^ posto dell’anno successivo ebbe una serie di tour trionfali, in virtù del suo stile grintoso e di una voce eccezionale per acuti ed estensione.

Oltre a Giorgia, negli anni ’90 emerse una nutrita schiera di cantautrici, figure fino ad allora quasi assenti nella storia della canzone italiana: Irene Grandi, Gerardina Trovato, Marina Rei, Carmen Consoli, Elisa. Irene Grandi si è orientata verso un rock con atmosfere soul (In vacanza da una vita, Mille). Gerardina Trovato (una delle tante scoperte di Caterina Sugar Caselli) ha adottato uno stile folk-singer (con gli album Sognare sognare, Non è un film). Marina Rei si è imposta per la voce potente e per il suo nuovo stile pop (es: E’ la primavera, Al di là di questi anni). Carmen Consoli si è caratterizzata per i toni forti, vicini all’hard rock, e per lo stile vocale particolarissimo, con afonie e singulti (es: Eppur si muove, Amore di plastica, Confusa e felice).

Tra i cantanti puri, un caso per molti aspetti unico è quello del pisano Andrea Bocelli (1958), di formazione lirica, lanciato dalla casa discografica Sugar della Caselli come interprete di musica leggera melodica, ed emerso anche grazie a Zucchero, che lo inserì nel suo Miserere Tour del ’93 al posto di Pavarotti, e scrisse per lui Il mare calmo della sera, con cui Bocelli vinse la sezione Nuove proposte di Sanremo. L’anno dopo, cantò a Sanremo Con te partirò, passata quasi inosservata, ma poi ripresa da uno spot della Tv tedesca, e da allora divenuta un successo mondiale! A partire da quella canzone, seguita da Vivo per lei(cantata assieme a Giorgia) e da Sogno, Bocelli è diventato il cantante italiano più famoso nel mondo, come testimoniano i 70 milioni di CD venduti finora. 

Esempi riportati

Bello e impossibile
 
Un’estate italiana
 
Meravigliosa creatura
 
Per Elisa
 
Quello che le donne non dicono
 
Il tempo non torna più Il cielo d’Irlanda
 
Easy Lady
 
Strani amori
 
Come saprei
 
Primavera
 
Amore di plastica
 
Con te partirò
 
Vivo per lei
 


E’ almeno da accennare il genere (certo… agli antipodi di Bocelli) della musica comica, surreale o da cabaret, lungo un filo che dagli anni ’20 (Petrolini) ai ’60 (Jannacci) ai ’70 (Cochi e Renato, con E la vita la vita, Canzone intelligente) ha sempre percorso la musica italiana. Tra i tanti esponenti di questo genere nei ‘90, si possono citare il genovese Francesco Baccini (Sotto questo sole), e soprattutto il gruppo milanese di Elio e le storie tese (memorabile Terra dei cachi a Sanremo ’96),  e quello veneziano dei
(Pin floi, Papa nero 1996).

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– Gianna Nannini
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– Alice
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– Fiorella Mannoia
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– Ivana Spagna
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– Laura Pausini

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– Giorgia
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– Irene Grandi
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– Marina Rei
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– Carmen Consoli
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– Andrea Bocelli
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– Francesco Baccini
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– Pitura Freska

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Pour citer cette ressource :

Cesare Grazioli, "L'Italia in musica - Quinta parte: La convergenza verso il pop-rock internazionale ", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), janvier 2013. Consulté le 21/08/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/arts/musique/l-italia-in-musica-quinta-parte-br-la-convergenza-verso-il-pop-rock-internazionale-