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4 maggio 2020 - Coronavirus Italia, via alla fase 2

Publié par Alison Carton-Vincent le 04/05/2020

Coronavirus, in Italia scatta la Fase 2: in 4,5 milioni tornano a lavorare. In 200 sul treno Milano-Napoli

Da oggi riparte la manifattura. L'emergenza non è finita, il premier Conte: "Serve responsabilità"

(La Repubblica, 04/05/20)

La mappa aggiornata dei contagi in Italia

Sono 4,5 milioni gli italiani che oggi tornano al lavoro. Parte infatti la "Fase 2", definita dal governo italiano dopo lo stop completo alle attività non essenziali che è rimasto in vigore dal 10 marzo fino a ieri, con le relative restrizioni. Il rientro di oggi riguarda soprattutto gli addetti della manifattura.

L'emergenza non è però affatto terminata: "Comincia una fase di convivenza con il virus, serve responsabilità", ha evidenziato il premier Giuseppe Conte. I dati del bollettino diffuso dalla Protezione civile parlano ancora di 174 morti risultati positivi al Covid-19, anche se non mancano segnali di miglioramento come il calo dei ricoverati e delle persone in isolamento domiciliare.

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Al via la fase 2, ecco le attività che riaprono oggi

L’Italia prova a ripartire dopo un mese e mezzo di lockdown. Dal 4 maggio rientrano al lavoro 4,4 milioni di lavoratori. Via all’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi

(Manuela Perrone, Il Sole 24 Ore, 04/05/20)

Finisce la stagione delle comunicazioni ai prefetti per aprire le fabbriche. Da oggi, lunedì 4 maggio, secondo le nuove Faq pubblicate sul sito del Governo, l’elenco delle attività produttivecontenuto all’allegato 3 del Dpcm del 26 aprile deve ritenersi «esaustivo». Via libera, dunque,alla ripresa di manifattura (tessile, moda, auto, mobili), costruzioni e commercio all’ingrosso delle relative filiere, industria estrattiva.

Potranno riaprire i battenti anche i settori del restauro delle opere d’arte e quello della riparazione e manutenzione di materiale rotabile, così come i concessionari di auto. Tutti obbligati a rispettare i protocolli allegati al decreto, pena «la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza».

L’Italia prova a ripartire dopo un mese e mezzo di lockdown. Lo fa in un clima politico rovente, con il premier Giuseppe Conte nel mirino del leader di Iv Matteo Renzi, il Pd in fibrillazione, il M5S a perenne rischio implosione, liti sul decreto maggio e scenari di nuovi Governi puntualmente smentiti. E lo fa a macchia di leopardo, tra proteste e fai-da-te delle Regioni, che nonostante i tentativi di coordinamento continuano a muoversi in autonomia.

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Coronavirus e fase 2: niente autocertificazione per lavoro, passeggiate e sport

Il Viminale: «Senso di responsabilità dei cittadini ed equilibrio da parte di chi fa i controlli» 

(Fiorenza Sarzanini, Il Corriere della Sera, 03/05/20)

L’ingresso nella «fase 2» dell’emergenza da coronavirus prevede minori incombenze per i cittadini e dunque maggiore responsabilità. Perché l’autocertificazione servirà soltanto in alcuni casi e la riapertura di uffici e aziende porterà molte più persone in giro. E dunque la circolare diramata ieri dal Viminale sollecita chi effettua i controlli a «valutare i casi con un prudente ed equilibrato apprezzamento» echi esce a rispettare «il divieto di assembramento». Ma soprattutto le regole, ormai note, per contrastare il Covid-19.

Il modulo

Per andare al lavoro basterà esibire il tesserino o la lettera dell’azienda. Sarà necessario compilare l’autocertificazione (scaricabile qui) per giustificare le visite mediche e quelle ai congiunti indicando il grado di parentela, ma non l’identità della persona che si va a trovare per tutelare la privacy.

La mascherina

È obbligatorio indossarla — per gli adulti e per i minori dai 6 anni in su — quando non si può mantenere la distanza. Ma anche sui mezzi pubblici, nei negozi e quando si incontrano i congiunti. Devono indossarla anche i lavoratori degli esercizi commerciali, così come i guanti, e gli stessi dispositivi devono essere utilizzati dai clienti che acquistano generi alimentari. Va messa durante i funerali. In alcune regioni come la Lombardia bisogna tenerla anche quando si sta all’aperto.

I dispenser

Gli erogatori per il disinfettante sono obbligatori all’ingresso di uffici e aziende, nei negozi devono stare vicino alle casse. 

Fuori regione

Ci si può spostare all’interno della regione di residenza. Chi sta fuori può fare rientro presso il proprio domicilio ma poi non potrà tornare indietro, a meno che non abbia motivi di lavoro oppure di salute. In alcune regioni (tra le altre Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia) chi torna deve stare in quarantena per 14 giorni.

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