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24 aprile 2023 - Polemiche dopo le dichiarazioni di La Russa sull’antifascismo e la Costituzione

Publié par Alison Carton-Kozak le 24/04/2023

La Russa in missione a Praga. Cerca un 25 aprile senza antifascismo

REPUBBLICA CIECA. Il presidente del Senato insiste: «La Costituzione non parla di Resistenza» e annuncia la trasferta ceca. Protesta l’opposizione

(Il Manifesto, 22/04/23)

La larusseide, saga poco onorevole attraverso la quale il presidente del Senato e seconda carica dello stato punta a erodere il senso dell’antifascismo, ieri si è allungata di un’altra puntata. Già nella seduta a Palazzo Madama di due giorni fa, quando si erano votate le mozioni sulla memoria e le date fondative della Repubblica, Ignazio La Russa aveva trovato il modo di segnalare che «la Costituzione non parla di antifascismo».

Ha approfondito il concetto dicendo ancora: «Nella Costituzione non c’è alcun riferimento all’antifascismo – ribadisce La Russa – Credo che ciò accadde sotto la spinta dei partiti moderati che non volevano fare questo regalo al Pci e all’Urss». Resta insomma l’idea che la lotta contro il nazifascismo sia stata manipolata dai «rossi» e che per questo debba essere archiviata insieme al comunismo, che viene ridotto a una forma totalitarismo alla stregua del nazifascismo.

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Il ministro Nordio: «Il 25 aprile dovrebbe diventare una Festa europea»

Il ministro a “Che Tempo che Fa”: «La sconfitta del nazifascismo è un elemento che deve unificare le democrazie»

(Il Corriere della Sera, 24/04/23)

«Se fosse per me il 25 aprile, o una data comunque lì vicina, dovrebbe diventare non solo una Festa nazionale ma una Festa europea perché la Resistenza non fu un fenomeno esclusivamente italiano, al contrario: iniziò in Francia nel 1940, con un gruppo nazionalista conservatore, quello di Combat comandato da Frenay, uno dei padri dell’unità europea» così il ministro della Giustizia Nordio, ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo che Fa” su Rai Tre (in onda anche su www.raiplay.it). «Poi ci fu una Resistenza olandese, una Resistenza danese, una Resistenza russa e ovviamente anche una Resistenza tedesca, come si vide con la Rosa Bianca e con l’attentato di Stauffenberg alla Tana del Lupo. Ne farei una Festa europea perché la distruzione, la sconfitta del nazifascismo è un elemento che deve unificare le democrazie. Il mio primo gesto politico come Ministro, quando fui nominato nel novembre 2022, fu di recarmi al Mont-Valérien a Parigi, che è un po’ come le Fosse Ardeatine di Roma, dove c’è il monumento ai partigiani fucilati dai nazisti. Sono stato il primo Ministro della storia italiana a recarsi in questo luogo sacro dei francesi, proprio dove è iniziata la Resistenza Francese. Nel libro d’oro delle firme, dove compaiono soltanto Primi Ministri, capi di Stato e Ministri, la mia firma era accanto a quella di Macron. Era la prima volta che un italiano andava lì. Ho un sentimento di deferenza e devozione nei confronti di chi ha combattuto il nazifascismo»

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25 aprile, trucchi mediatici e slogan ripetuti: così il centrodestra mina l’antifascismo

L'uso furbo dei meccanismo dell'inflazionamento da parte di ministri ed esponenti di maggioranza: a ogni bordata di La Russa e sodali contro i pilastri fondativi della nostra Repubblica, è come se lo scandalo diminuisse

(Stefano Massini, La Repubblica, 23/04/23)

Lo confesso, sono fra i tanti che in questi mesi hanno pensato che dietro i continui attacchi all'antifascismo non ci fosse un preciso costrutto, ma solo sguaiato revanscismo cameratesco, legittimato dall'opinabile teoria che l'esito elettorale del 2022 sdoganasse full optional l'armamentario dottrinale di Salò, Predappio e mete affini del black tour. Poi ho mutato opinione.

Adesso, man mano che il mosaico accoglie nuove tessere, mi convinco sempre più che una strategia presieda a questi apparentemente bradi colpi di mortaio.

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