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Le regole di vita partigiana

Publié par Damien Prévost le 27/05/2008
Le brigate partigiane sono unità mobili costituite da diversi piccoli gruppi. Per poter sopravvivere - vivendo spesso allo scoperto senza il riparo e il rifornimento garantito da un apparato logistico situato nelle retrovie - i partigiani devono provvedere a tutto cercando di non farsi scoprire...

Le brigate partigiane sono unità mobili costituite da diversi piccoli gruppi. Per poter sopravvivere - vivendo spesso allo scoperto senza il riparo e il rifornimento garantito da un apparato logistico situato nelle retrovie - i partigiani devono provvedere a tutto cercando di non farsi scoprire. Si tratta di norme elementari di sopravvivenza: mai farsi vedere in centri abitati frequentati dai nazifascisti, mai dormire nella propria casa, mai soffermarsi nei caffè e nelle bettole per non correre il rischio di attirare l'attenzione. Proprio per ragioni di sicurezza, chi diventa partigiano non si avvantaggia delle licenze in uso negli eserciti regolari. Si può tornare a casa solo a guerra finita. Ogni forma di divertimento viene bandita, niente balli e spesso anche la raccomandazone di evitare le relazioni amorose sia con i civili cia all'interno delle brigate. Il rispetto di queste regole ha spesso garantito la sopravvivenza, i trasgressori sono stati puniti severamente - in alcuni casi anche con la fucilazione - sebbene le punizioni delle infrazioni, soprattutto all'inizio e in assenza di un codice di guerra, siano state piuttosto diverse da formazione a formazione.

Pour citer cette ressource :

"Le regole di vita partigiana", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mai 2008. Consulté le 21/08/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/civilisation/xxe-xxie/seconde-guerre-mondiale/le-regole-di-vita-partigiana