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Il freddo, la paura, la fame

Publié par Damien Prévost le 27/05/2008
È la condizione di molti partigiani soprattutto nel duro inverno del 1945, ma è anche la situazione di tanti civili, in particolare di coloro che vivono in città...

È la condizione di molti partigiani soprattutto nel duro inverno del 1945, ma è anche la situazione di tanti civili, in particolare di coloro che vivono in città. La scarsità di combustibili per riscaldarmento - il carbone diventa merce rara, la continua diminuzione delle razioni alimentari, ormai insufficienti per tutta la popolazione, creano situazioni insostenibili lungo tutta la Penisola. Da sud a nord hanno luogo manifestazioni e moti di protesta contro la fame e il carovita. La situazione si deteriora nel corso degli anni. Si iniza nel 1940 con le restrizioni alla vendita dei dolciumi, poi si aggiungono il peggioramento dell'impasto del pane, la diminuzione delle razioni e l'adulterazione di altri prodotti come il latte che viene allungato con l'acqua. La calmierazione dei prezzi tende a fare sparire dal mercato legale alcuni beni (spesso la carne, i grassi e i medicinali) che si trovano solo a prezzi decuplicati al mercato nero, piaga che non risparmia nessuna città. Chi non vuole praticare il mercato nero, nella penuria di denaro, propone dei baratti. Queste donne della Garfagnana arrivano sino alla pianura reggiana per offrire olio, che nel reggiano manca, in cambio di farina. (Istituto Storico di Reggio Emilia)

Pour citer cette ressource :

"Il freddo, la paura, la fame", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mai 2008. Consulté le 20/06/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/civilisation/xxe-xxie/seconde-guerre-mondiale/il-freddo-la-paura-la-fame