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Fronte italiano di liberazione femminile

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 20/11/2007

1970

Quarto mondo

Documento costitutivo del gruppo1

I tempi sono maturi perché le donne europee e le donne italiane in particolare, che fino ad oggi si sono fatte trascinare dalle scelte irresponsabili di una classe dominante selezionata secondo i modelli del patriarcato, prendano finalmente coscienza del fatto che, fra gli oppressi, sono la maggioranza oppressa e che i loro interessi coincidono con gli interessi di tutti gli oppressi e gli sfruttati in ogni parte del mondo. È ora che le donne si assumano in prima persona la responsabilità e la iniziativa:

della lotta per l'occupazione totale che le libererà dalla schiavitù domestica, liberando anche tutti i lavoratori dal ricatto padronale;

del superamento della famiglia, della cui attuale struttura sono prigioniere e perpetuatrici con il loro lavoro servile, con la loro accettazione di modelli di femminilità anacronistici e dannosi per tutta la società;

del controllo della popolazione, individuando nell'apparente equilibrio europeo fra popolazione e sviluppo economico "l'occhio del ciclone demografico", e servendosi del potere che deriva loro dal fatto di essere le proprietarie dei "mezzi di produzione" di figli.

 

Il fronte rivoluzionario che si apre sul vastissimo campo della tematica della liberazione femminile si pone al fianco di tutti gli altri fronti di lotta per la liberazione degli oppressi e dei proletari in ogni parte del mondo. In particolare il Fronte italiano di liberazione femminile si propone:

di promuovere nelle donne la formazione di una coscienza matura e progredita per la piena realizzazione della loro personalità umana e civile nei rapporti familiari, di convivenza, di lavoro e nelle relazioni sociali, che le metta in grado di assumersi, con cognizione di causa, la responsabilità e l'iniziativa politica;

di denunciare e abbattere tutti gli ostacoli frapposti dalla legge, dal costume e dal ricatto economico, che impediscono alle donne di occupare nella società una posizione alla pari con l'uomo;

di denunciare e combattere le tradizionali discriminazioni sessiste e le distinzioni di compiti e di interessi fra maschi e femmine, quali strumenti di divisione e repressione di cui la società si serve per conservare le sue strutture socio-economiche, emarginando le forze valide e innovatrici della popolazione femminile;

di portare le donne al rifiuto cosciente e responsabile del ruolo subalterno che viene loro imposto, in modo che possano assumere risolutamente, fin da ora, una funzione essenziale nella lotta per la ristrutturazione politica ed economica della società ed abbiano in futuro parte attiva e fondamentale nella società rinnovata.

 

Il Fronte italiano di liberazione femminile si presenta su posizioni non separatiste nei confronti degli uomini, ritenendo che:

la tematica della liberazione femminile riguarda tutti gli esseri umani ed è comprensiva della liberazione maschile da un ruolo sessuale altrettanto frustrante e limitativo per il libero sviluppo della personalità;

gli interessi del proletariato e di tutti coloro che hanno scelto di esserne gli alleati e le avanguardie sono identici e come tali debbono essere difesi e rivendicati sia dai maschi che dalle femmine;

i pericoli dell'imperialismo e dello sviluppo industriale e demografico non controllato, contro cui le donne debbono far valere il loro potere di intervento, non minacciano soltanto le donne ma tutta l'umanità;

la presa di coscienza del ruolo storico e della funzione rivoluzionaria delle masse femminili, in quanto maggioranza oppressa e forze emergenti dalle nuove condizioni storiche, non è un dono riservato solo alle donne ma è il risultato di un'analisi accessibile a tutti i cervelli umani, maschili e femminili.

 

L'autogestione delle lotte, il potere decisionale, le scelte degli obiettivi tattici, sono comunque legati alla tematica del Fronte e la scelta degli aderenti è determinata dall'adesione a tale tematica e non dal sesso. Gli organi direttivi del Fronte italiano di liberazione femminile e le norme statutarie stabiliscono le modalità della partecipazione maschile allo scopo di evitare che le funzioni e le finalità del fronte vengano snaturate.

Il documento sottolinea il problema della discriminazione sessuale in una visione globale sull'intera società, non è separatista e accoglie gli uomini come militanti attivi.

Maurizia Morini, historienne ENS LSH de Lyon

1Riportiamo stralci dal Documento costitutivo, pubblicato sulla rivista Quarto mondo, organo politico del gruppo, n° 1, marzo 1971.

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Fronte italiano di liberazione femminile", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), novembre 2007. Consulté le 14/12/2019. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/civilisation/xxe-xxie/le-mouvement-des-femmes/fronte-italiano-di-liberazione-femminile