25 gennaio - Un anno dall'omicidio di Giulio Regeni



(Source : http://repubblica.it)




Un anno senza Giulio Regeni. Gentiloni e Grasso: "Impegno per la verità"

Giornata di mobilitazione in tutt'Italia a 12 mesi dalla scomparsa del ricercatore italiano barbaramente assassinato in Egitto. Gente comune e politici, da Amnesty al presidente del Piemonte Chiamparino, chiedono al governo di battersi perchè gli assassini vengano scoperti. L'appello del Csm alle autorità egiziane: "fate quello che non avete fatto fino ad ora per far emergere cosa è accaduto"

(La Repubblica)

Roma. E' passato un anno dalla morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore universitario rapito, torturato e ucciso al Cairo. E ancora la verità è lontana, dopo mesi di depistaggi assurdi in cui dall'Egitto hanno cercato di spacciare la morte violenta dello studente per incidente stradale, pestaggio legato al mondo gay, traffici di droga e all'ultimo un rapimento andato a male. Ma il dolore, la memoria, il desiderio di giustizia restano e crescono col tempo. Forti. Tanto che in tutta Italia sono previste manifestazioni e incontri per ricordarlo e chiede chiarezza sulla sua fine.
 



 

Regeni, la verità negata un anno dopo

In 10 punti quello che sappiamo sulla vicenda del ricercatore italiano, scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016. Il suo cadavere, con segni di tortura, fu ritrovato nove giorni dopo

(Il Corriere della Sera, Viviana Mazza)

Giulio Regeni era un ricercatore 28enne dell'Università di Cambridge, parlava l'arabo e si trovava in Egitto per scrivere la sua tesi di dottorato sui sindacati indipendenti: un tema delicato perché sono visti come una minaccia dallo Stato che vuole controllare i lavoratori e teme le loro proteste. In passato, altri ricercatori che si occupavano di questo tema sono stati sorvegliati o è stato impedito loro di entrare nel paese. L’11 dicembre, durante un incontro dei sindacati, Giulio aveva notato che qualcuno lo aveva fotografato e questo lo aveva preoccupato.


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Caso Regeni, gli inquirenti: passi importanti verso la verità

(La Stampa, Edoardo Izzo)

Ad un anno dalla scomparsa di Giulio Regeni finalmente significativi passi avanti verso la verità. Con questa frase potremmo descrivere il pensiero degli inquirenti italiani che indagano sulla scomparsa, sulle torture e sulla morte del giovane ricercatore friulano. Importanti, secondo chi indaga, gli ultimi documenti trasmessi dal Cairo. Il materiale risale ad pochi giorni fa ed è relativo ai verbali dei due agenti che hanno pedinato Regeni tra il dicembre del 2015 e il gennaio dello scorso anno, dopo la denuncia del sindacalista Mohamed Abdallah, e il verbale del colonnello che ha svolto la perquisizione, il 24 marzo scorso, nell’appartamento della sorella di un componente della banda dei rapinatori uccisi in una sparatoria (che in un primo momento erano stati ritenuti dagli egiziani gli autori dell’omicidio del ricercatore friulano). 


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