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Il y a 9 éléments qui correspondent à vos termes de recherche.
Nouvelles stratégies de la mafia par Marcelle Padovani, publié le 20/05/2011
Au cours de cette conférence donnée à Lyon le 06 avril 2010, Marcelle Padovani fait le point sur la mafia ou plutôt sur "les mafias". En effet, si les mafias italiennes ont de nombreux points communs, elles ont aussi de grandes différences et leur diffusion dans et hors de la péninsule italienne est inégale selon qu'il s'agisse de la Camorra, de la 'Ndrangheta ou de Cosa Nostra. Marcelle Padovani explique aussi comment fonctionnent ces différentes organisations criminelles et comment la volonté politique a pu - un temps - trouver les moyens de lutter efficacement contre elles.
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Santi Pullarà, La combinazione par Elena Paroli, publié le 20/11/2018
Fiche de lecture du roman de Santi Pullarà, La combinazione, paru aux éditions Marcianum Press, Venezia, en 2016.
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Giovanni Tizian, "La nostra guerra non è mai finita" par Maurizia Morini, publié le 20/12/2013
Fiche de lecture du roman "La nostra guerra non è mai finita" de Giovanni Tizian, paru aux éditions Mondadori en 2013.
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Umberto Ambrosoli, "Qualunque cosa succeda" par Maurizia Morini, publié le 03/09/2010
Umberto Ambrosoli ha scritto un libro preciso e dettagliato sulle vicende che hanno coinvolto il padre e la società italiana in quegli anni; lo ha dedicato ai suoi figli perchè conoscano il nonno e la sua dirittura morale. Molto intense sono le ampie pagine che ci narrano la vita privata, la presenza della madre, i giorni di vacanze, i ricordi felici della famiglia e degli amici, le paure delle minacce che il padre ben occulta ai familiari. E' un bel libro, amorevole e nel contempo politico in senso ampio, quando presenta con dovizia di particolari e documentazione l'Italia degli anni settanta e si può inserire in quello che è ormai un genere letterario : la narrativa dei figli di vittime.
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Francesco Piccolo, "Il desiderio di essere come tutti" par Maurizia Morini, publié le 03/10/2014
Il titolo del romanzo-saggio di Piccolo è mutuato da una citazione di Natalia Ginzburg che recita: "Di diversità e solitudine, e di desiderio di essere come tutti, è fatta la nostra infelicità e tuttavia sentiamo che tale infelicità forma la sostanza migliore della nostra persona ed è qualcosa che non dovremmo perdere mai".
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Perché studiare oggi i "classici" ? par Susanna Gambino-Longo, Damien Prévost, publié le 30/06/2010
In questa intervista realizzata all'ENS de Lyon l'11 maggio 2010, Susanna Longo ragiona sui cosidettti "classici" e sul loro studio attuale. Infatti, assistiamo oggi ad una forma di contestazione dei "classici" ; a che cosa servono? perché si studiano? perché i soliti autori? sono domande che si possono sentire non solo nelle nostre scuole superiori certo ma anche talvolta all'Università. E proprio per parlare di questo che abbiamo voluto incontrare Susanna Longo.
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Offese e altre forme di discriminazione all'italiana - note a margine di alcuni film par Paola Polselli, publié le 21/11/2009
Iniziamo la nostra trattazione con alcune citazioni dantesche per ricordare, semmai ce ne fosse bisogno, che l'insulto ha origini antiche nella tradizione letteraria italiana e sottolineare come, già nell'opera fondante della lingua, si rinvengano esempi di quelle divisioni campaniliste per cui la nazione sarà ancora famosa nei secoli a seguire. Su questo carattere italiano di frammentazione localistica si può citare anche un'ultima invettiva dantesca proferita in Purgatorio da Beatrice.
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Chiara Zamboni par Maurizia Morini, Michele Gulina, publié le 13/11/2007
Chiara Zamboni si dedica da anni con passione e rigore alla ricerca sul linguaggio, in un percorso che ha preso le mosse nel contesto della comunità filosofica Diotima di cui è stata una delle fondatrici. In continua interlocuzione con altre, ha affrontato questioni come "l'azione perfetta" e capitoli "rischiosi" come "un gioco del linguaggio in continuità con l'essere inquieto", oppure "cosa significa essere una donna e parlare del mondo degli uomini e delle donne?" (cfr. il suo libro Parole non consumate, Liguori 2001). Vive a Verona, dove insegna Filosofia del linguaggio all'università.
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Erri De Luca, "Il giorno prima della felicità" par Maurizia Morini, publié le 22/09/2009
L'ultimo breve ma intenso romanzo di Erri De Luca ci fa riconoscere dalle prime pagine l'inconfondibile stile dello scrittore: definizioni fulminanti, brevi righe come sentenze, un linguaggio scarno ed essenziale in un procedere incisivo e serrato. Nel libro, ambientato a Napoli, vi è poi un uso della lingua italiana filtrata dal napoletano; l'autore fa dire ad uno dei personaggi principali -Don Gaetano- "L'italiano va bene per scrivere, dove non serve la voce, ma per raccontare ci vuole la lingua nostra; il napoletano è romanzesco, fa spalancare le orecchie e pure gli occhi". L'io narrante ne Il giorno prima della felicità, è lo Smilzo, un orfano nato nel 1943 e rimasto solo in un caseggiato napoletano, che scrive la sua storia e quella di altri che vivono nella casa, nel vicolo e nella città.
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