

Io oggi non so come descrivere e sentire il legame con questi parenti; ho l'impressione che i figli non fossero persone gentili; per esempio quando il padre è tornato dagli Stati Uniti, nessuno ha voluto accoglierlo tranne mia nonna; ma non aveva posto per lui, era povera, ha dovuto metterlo nella cantina e lui ne è morto. Ho difficoltà a credere che questo sia possibile.
I parenti e mia nonna non hanno mai parlato, per quanto io ricordi, delle vicende italiane; penso che abbiano voluto dimenticare la loro origine straniera, e non hanno mostrato nostalgie. "La nostalgia delle origini" funziona quando l'identità straniera è conservata, ma questa non era la loro situazione.
Ma nello stesso tempo, l'italiano come lingua e come civiltà mi ha sempre attirato; forse i miei bisnonni e mia nonna sarebbero fieri che io studi la loro lingua e la loro cultura.
Mi piacerebbe comunque conoscere di più i loro ricordi ma sono quasi tutti morti e l'ultimo ancora vivo non sa sicuramente che io studio l'italiano.
Penso che i ricordi permettano di costruire un futuro solido, anche se sono brutti; si deve vivere con loro e avanzare serenamente nella vita.
A me piace ascoltare i ricordi di mio nonno ma nello stesso tempo guardo anche al futuro. I ricordi mi permettono di avanzare!
Mia madre e mio padre sono ambedue arrivati dall'Italia negli anni Settanta. Non si conoscevano ancora, però sono venuti a Lione per trovare lavoro e anche per ragioni di salute, cioè per trovare una clinica adatta ad alcuni problemi e così si sono incontrati a Lione.
Mio padre ha girato altri paesi prima di stabilirsi in Francia, poi arrivato qui si è sposato e ha fatto molti mestieri. Hanno pure trovato una casa e legato amicizia più spesso con gli immigrati e con altri italiani ma anche con francesi per integrarsi nella società.
Nel corso del tempo i tuoi familiari hanno preferito conoscere meglio la Francia e i francesi o ha prevalso il legame con l'Italia, i rapporti con i parenti italiani?
Si sono integrati e hanno sviluppato il loro lato francese. In effetti non sono tornati molto in Italia. Per di più un fratello di mia madre è andato a vivere in Canada, perciò la famiglia sua è un po' divisa e quella di mio padre totalmente separata a causa di problemi riguardo al territorio da dividere tra gli eredi, cioè tra fratelli e sorelle. Dunque i ricordi sono assai pochi.
Per altre abitudini dominava l'idea che la madre deve occuparsi della casa e della cucina, un atteggiamento forse più italiano che francese. Poi il fatto che in Francia ci siano meno pasti e che non si mangi sempre la pasta è stato uno choc. La lingua è ancora oggi un problema; mia madre prova difficoltà ancora oggi a non mischiare le due lingue ma imparare il francese è stato relativamente semplice perché erano immersi nella società e cultura francesi.
I tuoi genitori parlano spesso delle vicende italiane?
Penso che oggi si sentano un po' stranieri rispetto alle vicende italiane.
Che significato ha per te la nostalgia delle origini?
Significa che la cultura manca all'emigrante, però indica che ciò che manca è l'Italia che si è lasciata dietro e può non essere quella attuale: è un desiderio di avvicinarsi alle origini che sono ormai o dei ricordi o un sentimento dell'immigrante.
Ti interessano i ricordi?
I ricordi sono, secondo me, essenziali: sono le prove del passato, sono eventi, persone, momenti precisi della vita passata quindi sono importantissimi. Possono essere cattivi o belli, non si devono dimenticare perché sono parte della propria persona.
Però è necessario andare avanti nel futuro, forse grazie a questi ricordi (di vittorie o di errori) se ne creano altri e si rinnovano perché non si deve né dimenticare né smettere di proseguire il proprio cammino; non si sa mai dove ci porterà.
Come senti tu il legame con l'Italia?
Anche se non ho vissuto a lungo in Italia, le poche volte che ci sono andata sono state una specie di scoperta. Scoperta del paese, della famiglia, della cultura... oggi mi sento molto legata a questo paese perché ho anche il sentimento di non averlo potuto conoscere abbastanza prima e ciò provoca una mancanza: questa cultura è una parte di ogni italiano.