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Paolo Sorrentino

Regista e sceneggiatore de "Il Divo"
Publié le : 7 octobre 2008
 Il regista Paolo Sorrentino, in occasione dell'uscita in Francia del suo film "Il Divo", incontra la stampa, a Lione il 26 settembre 2008. 
Spiegare l'Italia agli stranieri non è sempre facile. Dai noi i treni più lenti si chiamano accelerati e il quotidiano Il Corriere della Sera esce al mattino.
(Giulio Andreotti, 1959)

Il regista ha cominciato a pensare ad un film su Giulio Andreotti, uomo di potere che si è saputo muovere meglio di chiunque altro e che ha pertanto potuto governare l'Italia per diversi decenni, quando aveva 18 anni e l'anno dopo ha realizzato un cortometraggio che tuttavia non ha avuto distribuzione né seguito.
È sempre stato affascinato dalla figura politica di Andreotti che, com'è noto, si è integrato, imposto e adattato ad ogni circostanza con un ruolo centrale e mai marginale. Andreotti rappresenta il simbolo stesso del potere politico in Italia, e nello stesso tempo è la quintessenza dell'ambiguità su cui lui stesso ha saputo giocare con perizia. Si può affermare di essere in presenza di un personaggio imprevedibile, con una vita privata misteriosa; un uomo di potere che ha saputo imporsi e poi scomparire con astuzia estrema.
La giornalista Oriana Fallaci, in riferimento al modo di governare del leader democristiano, ha affermato che il vero potere non ha bisogno di arroganza.

La realizzazione del fim ha richiesto un lungo lavoro di documentazione, la necessità di consultare una mole enorme di materiale e la difficoltà di canalizzare il tutto in un'unica linea direttrice.
A Sorrentino è stato chiesto se si tratta esclusivamente di un film su Andreotti o non piuttosto di un film sul potere, sull'uso e sull'abuso del potere. La risposta affermativa spinge ad analizzare il film in un contesto più ampio, come una vera e propria metafora del potere e dell'attuale situazione politica italiana. La scelta del regista è stata quella di costruire una storia che si sviluppa con una andamento surreale, onirico per prender le distanze da un tipo di cinema cronachistico troppo spesso abusato.

Per Sorrentino, sempre interessato ai personaggi, alla loro psicologia ed ai loro sentimenti, oggi non c'è in Italia un politico che potrebbe uguagliare il fascino intrigante esercitato da Andreotti; ma con un po' di malizia sostiene che eventualmente un film su Nicolas Sarkozy potrebbe rilevarsi artisticamente interessante!
L'Andreotti del film è "personaggio a tutto tondo": vita politica e vita privata, illustrata quest'ultima attraverso le figure della segretaria personale e della moglia, donna nota per la sua grande discrezione.

Tecnicamente viene fatto ampio uso della musica, di una musica incalzante con un ritmo da rock and roll. Vi è quindi stata una scelta attenta e precisa dei brani di accompagnamento, così come per i testi. Sorrentino ha infatti scritto la sceneggiatura e nel suo lavoro di regista ha imparato a non modificarla in corso d'opera.

Non crede che si possa parlare di una rinascita della cinematografia politica italiana nonostante il successo nazionale ed internazionale de Il Divo e di Gomorra del regista Matteo Garrone. Il cinema italiano esprime piuttosto segni di crisi e l'unica via d'uscita sembra essere la distribuzione televisiva. Tanto è vero che c'è voluto un anno per ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione del film.

Con Il Divo si è sviluppata la terza collaborazione con Toni Servillo, che impersona Giulio Andreotti, attore con cui si è stabilita grande complicità e fiducia reciproca.


Paolo Sorrentino
Regista e sceneggiatore è nato a Napoli nel 1970.
Nel 2001 esce il suo primo lungometraggio L'uomo in più, selezionato alla Mostra del cinema di Venezia.
Nel 2004 Le conseguenze dell'amore presentato al festival di Cannes e vincitore di cinque David di Donatello (fra cui quello per il miglior film e per il miglior attore).
L'amico di famiglia viene presentato a Cannes nel 2006.
Il Divo è il suo quarto film; ha ricevuto il premio della Giuria del festival di Cannes nel 2008.

Toni Servillo
Nato ad Afragola in provincia di Napoli nel 1959.
Regista ed attore, vanta una lunga carriera teatrale.
Ha ricevuto numerosi premi in Italia e all'estero, da ultimo il David di Donatello nel 2008 per la migliore interpretazione maschile ne La donna del lago di Andrea Molaioli.

Giulio Andreotti
Più volte Presidente del consiglio e Ministro (Interni, Finanze, Tesoro, Difesa, Industria e commercio, Affari esteri) dal 1954 al 1992, è oggi senatore a vita.
Nel 2003 la Corte d'appello di Palermo lo dichiara non perseguibilie per complicità colla mafia per i reati antecedenti il 1980 in quanto prescritti.
Assolto in prima istanza come mandante della morte del giornalista Mino Pecorelli, viene poi condannato a 24 anni di carcere dalla Corte d'appello di Perugia; ma nel 2002 la Corte di cassazione annulla quest'ultima sentenza.


A cura di Maurizia Morini
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Alcune foto ed il dossier de presse del film Il Divo sono disponibili sul sito della casa di distribuzione in Francia (StudioCanal) alla rubrica Pro.
 
 
mise à jour le 9 juin 2009
Créé le 7 octobre 2008
ISSN 2107-7029
DGESCO Clé des Langues