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Elena Ferrante, "Storia della bambina perduta"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Alison Carton-Vincent le 01/06/2015
Elena Ferrante, nom de plume di una scrittrice di cui si ignora l'identità per sua esplicita e dichiarata scelta, ha completato con il quarto volume la saga iniziata con L'amica geniale, pubblicato nel 2001. Seguito a scadenza annuale da Storia del nuovo cognome e da Storia di chi fugge e di chi resta. L'io narrante – Elena – conclude la lunga vicenda amicale con Lina, l'amica geniale. Ricordiamo le due bambine nate nel 1944, in un rione popolare di Napoli, cresciute l'una accanto all'altra fra soprusi camorristici e povertà familiari.

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Elena Ferrante ha scelto l'anonimato e nulla di lei trapela, solo rarissime interviste scritte. 

È forse nata a Napoli e vive all'estero.

Ha pubblicato: L'amore molesto, I giorni dell'abbandono, La frantumaglia, La figlia oscura, La spiaggia di notte, e i 4 volumi dell'Amica geniale, tutti con le edizioni e/o.

 

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Elena Ferrante, nom de plume di una scrittrice di cui si ignora l'identità per sua esplicita e dichiarata scelta, ha completato con il quarto volume la saga iniziata con L'amica geniale, pubblicato nel 2001. Seguito a scadenza annuale da Storia del nuovo cognome e da Storia di chi fugge e di chi resta.

L'io narrante – Elena – conclude la lunga vicenda amicale con Lina, l'amica geniale. Ricordiamo le due bambine nate nel 1944, in un rione popolare di Napoli, cresciute l'una accanto all'altra fra soprusi camorristici e povertà familiari.

Elena-Lenù ha potuto studiare andandosene e, fuggita al nord, è diventata scrittrice, si è sposata con un docente universitario, ha avuto due figlie e conduce una vita agiata a Firenze. Lina-Lila è rimasta invischiata nel rione, è diventata imprenditrice informatica, esprime ancora un ruolo carismatico, ha avuto un figlio.

L'intera vicenda narrata ha al centro l'amicizia fra le due donne, punteggiata da allontanamenti, riavvicinamenti, rotture, ricomposizioni, invidia e ammirazione, mentre sullo sfondo si snocciola parallelamente la storia d'Italia.

Nel quarto volume, siamo a metà degli anni Settanta e si arriverà al Duemila, Elena lascia il marito e Firenze per tornare a Napoli inseguendo Nino, ambiguo e “sciupafemmine”, un amore giovanile, avrà da lui una figlia e rientra, pur con i dovuti cambiamenti, nell'ambiente del rione. Parallelamente anche Lina partorirà una bambina, che crescerà insieme all'altra.

Ritroviamo i personaggi già conosciuti nei precedenti volumi: camorristi, vittime, mogli, figli, genitori, bottegai, amici, nemici, ecc... Tutto un mondo vivo di relazioni familiari, sociali, che diventa l'oggetto dei fortunati romanzi di Elena.
Una tragedia improvvisa, da cui il titolo del quarto volume, scompiglia improvvisamente le carte e particolarmente la vita di Lina. La parte finale della narrazione, per niente consolatoria, riporterà Elena al nord e vedrà la scomparsa dell'amica.

Questa la scarna sequenza, poiché è difficile, e forse inutile, stilare un adeguato riassunto della commedia umana che la Ferrante racconta; destini, personaggi, intrecci di persone e vicende compongono una mappa varia e variegata il cui unico filo conduttore è il legame fra le due donne e quando questo si spezza finisce la storia, la narrazione.

Se un piccolo rilievo possiamo permetterci riguarda l'eccessivo intreccio delle vite dei componenti delle famiglie descritte, appaiono un po' improbabili gli scambi fra compagni/mariti e compagne/mogli, tanto che a volte, per orientarsi, si deve ricorrere alle tavole sinottiche riguardanti l'indice dei personaggi, poste all'inizio del romanzo.

Ma la genialità della Ferrante consiste nel suo narrare, nel modo in cui scrive, non si riesce a staccare l'occhio dalla pagina, si vorrebbe che la storia proseguisse, si è amareggiati quando il libro finisce, una scrittura che dà dipendenza.
È stata definita una prosa contagiosa e febbrile, una narrazione sontuosa, grande letteratura, esaltata a più riprese anche dalle testate giornalistiche americane come il New York Times, il Wall Street Journal, il New Yorker.

Una scrittura da non perdere!

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Elena Ferrante, "Storia della bambina perduta"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), juin 2015. Consulté le 19/09/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/periode-contemporaine/elena-ferrante-storia-della-bambina-perduta-

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