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Marco Belpoliti, "Il corpo del capo"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 25/03/2011
Marco Belpoliti racconta in questo libro il rapporto fra il capo del governo italiano e la fotografia (le sue fotografie) a partire dagli anni settanta quando Silvio Berlusconi era uno semisconosciuto imprenditore edile fino ad arrivare alle sue ultime immagini.

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Marco Belpoliti, saggista e scrittore, insegna all'Università di Bergamo e collabora a La Stampa e L'Espresso.

Ha pubblicato diversi libri, fra i più recenti ricordiamo: La prova, Einaudi, 2007; La foto di Moro, Nottetempo, 2008; Il tramezzino del dinosauro, Guanda, 2008; La strada di Levi. Da Auschwitz al postcomunismo (con Davide Ferrario e Andrea Cortellessa), Chiarelettere, 2010

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Il corpo è oggi un capitale da spendere. È la moneta-corpo, il corpo-progetto. Ecco il campo di intervento di Silvio Berlusconi.

Marco Belpoliti racconta in questo libro il rapporto fra il capo del governo italiano  e la fotografia (le sue fotografie) a partire dagli anni settanta quando Silvio Berlusconi era uno semisconosciuto imprenditore edile fino ad arrivare alle sue ultime immagini.

L'autore commenta ventuno fotografie aggiungendo a supporto della sua indagine la letteratura scientifica teorica sull' immagine statica; a partire da Jean Baudrillard che afferma:

dietro lo sguardo fisso immortalato nella fotografia, si nasconde l'alterità segreta dell'individuo, la sua volizione esteriore, la sua maschera.

Foto e commenti  riprendono Berlusconi da solo e con i familiari, dalla giovinezza, nel periodo in cui cantava sulle navi da crociera, alla fase di imprenditore edile, alla fondazione di Canale 5, fino agli anni della politica.

Una sorta di album fotografico simile, ma ovviamente con diversi commenti, di quello che venne inviato agli italiani quando l'imprenditore di successo scelse anche la vita politica, dal titolo Una storia italiana.

Si sorride anche, leggendo di situazioni grottesche come la ricerca di persone dalla statura più bassa del premier quando lo attorniano in fotografie ufficiali o intervistatori che affondano in poltrone mentre Berlusconi troneggia in alto sulla scrivania.

Belpoliti analizza nei dettagli le fotografie - icone commentando le pose assunte  e i messaggi che Berlusconi vuole veicolare attraverso l'uso dello sguardo e delle mani; ciò avviene, come a suo tempo fece Benito Mussolini, con il lavoro attento di fotografi ufficiali con l'intento di far passare un'immagine ideale di chi è fotografato. In questo senso, sottolinea Belpoliti, il capo del Governo si propone come uno spot pubblicitario o come una star del cinema; in modo atletico, ottimista, sorridente,  seducente e nello stesso tempo virile, avventuriero, mescolando e sessualizzando i discorsi politici. Quini il corpo è strettamente intrecciato alla credibilità del messaggio politico!

Fino al 1988 Silvio Berlusconi si è affidato al ritocco delle fotografie, in seguito è ricorso a diversi interventi di chirurgia estetica inseguendo una giovinezza perpetua. Ma nel libro si arriva all'ultima fotografia, una fotografia - verità che svela, dice l'autore , il vero tabù, il limite indicibile cioè l'idea della morte.

È fermo davanti a una tenda bianca, le mani dietro la schiena, il volto girato verso di noi. Non sorride, e gli occhi appaiono lontani, spenti. I due pesanti tendaggi giallo oro sui lati, tenuti da due cordoni, suggeriscono una messa in scena quasi lugubre...

Lo scatto del fotografo ci rivela qualcosa che è implicito nel destino stesso del leader, quel destino che egli sapientemente cerca di allontanare, ma che alla fine ce lo consegnerà nella immagine veritiera di se stesso, quella in cui somiglierà davvero a sé. Dopo anni e anni di manipolazioni dell'immagine, di ritocchi fotografici e di interventi estetici e chirurghici, viene anche per lui il tempo in cui la somiglianza lo raggiungerà. Momento di verità, dunque, in cui tutte le possibili istantanee che gli sono state scattate saranno inghiottite dalla realtà dell' ultima immagine, quella definitiva...

Prima o poi, il tempo della verità arriva per tutti, governati e governanti, umili e potenti, gregari e capi.

(pagg. 139 e 142)  

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Marco Belpoliti, "Il corpo del capo"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mars 2011. Consulté le 19/04/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/marco-belpoliti-il-corpo-del-capo-