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Lilli Gruber "Eredità. Una storia della mia famiglia tra l'Impero e il fascismo"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 24/05/2013
L'ultimo romanzo della giornalista e scrittrice altoatesina Dietlinde Gruber ci conduce in una storia familiare - la sua - intrecciata alle vicende storiche di una zona di confine. Si tratta dell'Alto Adige o come preferiscono gli abitanti di lingua tedesca del Sud-Tirolo.

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Maurizia Morini, storica e lettrice MAE

Lilli Gruber, nata nel 1957 a Bolzano è giornalista e scrittrice bilingue (tedesco – italiano). Si è laureata all'Università di Venezia in Lingua e letteratura straniera. È stata conduttrice televisiva nel TG1 e nel TG2 ed ha seguito eventi di rilevanza internazionale a Berlino ed in Iran divenendo nota al gran pubblico.

Dal settembre 2008 conduce la trasmissione di approfondimento su La7 Otto e mezzo.
Collabora ai quotidiani La Stampa e Corriere della Sera.
Dal 2004 al 2008 è stata parlamentare europea eletta nella coalizione Uniti per l'Ulivo.
Numerose le opere, legate all'attività professionale come:
Quei giorni a Berlino, Nuova Eri 1990 e Ritorno a Berlino, Rizzoli 2009; Chador – nel cuore diviso dell'Iran, Rizzoli 2005 e Figlie dell'Islam, Rizzoli 2007.

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L'ultimo romanzo della giornalista e scrittrice altoatesina Dietlinde Gruber ci conduce in una storia familiare - la sua - intrecciata alle vicende storiche di una zona di confine. Si tratta dell'Alto Adige o come preferiscono gli abitanti di lingua tedesca del Sud-Tirolo.

La Gruber utilizza il diario della bisnonna Rosa Tienfenthaler, figlia di ricchi possidenti terrieri per raccontare le vicende familiari di più generazioni; infatti in questo lavoro di ricerca, ci avverte una nota iniziale, durato oltre due anni le informazioni sono fornite dalla sua famiglia attraverso lettere, diari, testimonianze scritte. Il lavoro di documentazione si basa anche su libri di storia locale e documenti di archivio.

Un albero genealogico, fotografie, un glossario di termini tedeschi (sigle, toponimi, cibi e prodotti tipici) completano il testo.

La storia del passato sconfina nell'oggi con episodi che vedono protagonista la stessa autrice come il suo sentirsi, in terra di confine, europea fin da ragazza, il recente matrimonio con un giornalista francese festeggiato nella casa avita, la sua riscoperta di appartenenza all'heimat.

Attraverso il diario di Rosa si parte dalla I guerra mondiale: è il 1918 e l'Impero austro-ungarico va in frantumi, con il trattato di pace il Sud-Tirolo passa all'Italia e i riferimenti culturali e storici per lei si lacerano.

Scrive sul suo diario: “Il nostro cuore e la nostra mente rimarranno tedeschi in eterno“.

Donna forte, gestisce insieme al marito Jakob Rizzolli, terre e vendita di prodotti agricoli, arricchendo la famiglia con la nascita di sei figli, ma l'avvento del fascismo cambia rapidamente la realtà di Pinzon, il paesino fra i monti in cui vive nella bella e solida casa. Sono in gioco la lingua, l'identità culturale, la trasmissione delle tradizioni, la libertà di pensiero e di azione.

La figlia minore, Hella, si lascerà “sedurre” dall'ideologia hitleriana di cui diventa accesa sostenitrice, nella speranza, condivisa da altri altoatesini di ricongiungersi alla Germania. Pagherà con il confino a Castelluccio Inferiore nel sud d'Italia la sua propaganda antifascista e filotedesca, definita come ribelle e sovversiva.

Come è noto, Hitler alleato di Mussolini si guarda bene dal far diventare quel lembo di terra un oggetto di controversia fra Germania e Italia salvo avviare un negoziato, i cui dettagli definitivi vengono resi noti il 21 ottobre 1939. Si tratta delle “opzioni” a cui sono costretti gli abitanti fra abbandonare le loro terre con la promessa di raggingerne altre nel Reich o accettare una italianizzazione definitiva.

Germania o Italia: bisogna scegliere.

Discussioni animate in tutte le case, giovani contro anziani. Partire verso dove? Restare e subire?

Da una parte gli Optanten, coloro che decidono irrevocabilmente di assumere la cittadinanza tedesca e di volersi trasferire; dall'altra parte i Dableiber, coloro che restano e dichiarano di conservare la cittadinanza italiana.

Hella: Non dovete avere paura. Vivremo tutti molto meglio in un Paese dove si può camminare a testa alta.

Josef, il fratello: Se tutti gli altri decidono di andarsene, noi non resteremo certo qui da soli.

Rosa: Io sono nata e cresciuta qui. Non voglio andare a morire in un altro Paese.

Jakob, il marito: Non prenderemo decisioni affrettate. Non preoccuparti... Ne parleremo ancora. Se i ragazzi sceglieranno di partire, non potremo fare molto per trattenerli 

(pag. 326)


Alla fine del 1939 opteranno, come la stragrande maggioranza, di partire ma questo non avverrà; Rosa muore di malattia alcuni mesi dopo ed è sepolta a Pinzon.

La famiglia Rizzolli-Tiefenthaler ha conservato i suoi beni e nessuno di loro ha dovuto emigrare.

Molti sudtirolesi, partiti con le opzioni hanno fatto ritorno alla fine del secondo conflitto bellico.

Il racconto di Lilli Gruber ci offre, in definitiva, un interessante spaccato familiare e storico, utile a chi voglia conoscere un territorio italiano, che anche nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale ha faticato a trovare periodi di tranquillità. Oggi il Trentino Alto Adige (province di Trento e Bolzano) è Regione bilingue a Statuto speciale.

 a cura di Maurizia Morini

 

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Lilli Gruber "Eredità. Una storia della mia famiglia tra l'Impero e il fascismo" ", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mai 2013. Consulté le 24/05/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/lilli-gruber-br-eredita-una-storia-della-mia-famiglia-tra-l-impero-e-il-fascismo-