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Carla Verbano con Alessandro Capponi, "Sia folgorante la fine"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 19/11/2010
Un libro che colpisce al cuore. A scriverlo è una madre, il cui figlio Valerio Verbano, romano di 19 anni, studente di sinistra viene ucciso in casa il 22 febbraio del 1980. Carla racconta quel giorno, quel periodo e il desiderio di scoprire, ancora oggi, la verità su quel delitto impunito. Valerio si era avvicinato fin da ragazzo all'area dell'Autonomia operaia e viene arrestato nel 1979 nell'ambito di un'inchiesta sul terrorismo di sinistra; la polizia gli sequestra un dossier, anche fotografico, sui NAR (Nuclei armati rivoluzionari, gruppi di esttrema destra), sul terrorismo neofascista, e sui suoi simpatizzanti fra le forze dell'ordine e nel mondo della politica.

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Carla Verbano, ottantasei anni, è diventata un simbolo delle vittime dell'estremismo politico. Da due anni tiene un blog dedicato al figlio.

Alessandro Capponi, nato a Roma nel 1970, è giornalista del Corriere della Sera. Nel 2009 ha vinto con L' amore dei nudi, Salerno Editrice, il premio come migliore esordiente italiano al Festival du Premier Roman de Chambéry.

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In un giorno di febbraio degli anni di piombo, Valerio muore assassinato in casa sua. Sua madre cerca ancora la verità. (sottotitolo)

Prima si è abbassato il passamontagna e poi mi ha colpito. Sono tanti i motivi per i quali, dopo trent'anni, non ho smesso di cercare il colpevole. E fra tanti, ce n'è uno che è proprio una tortura. Quando questo ragazzo è comparso davanti ai miei occhi, non aveva il passamontagna. Potrei ancora identificarlo. (IV di copertina)

L' inzio deve essere folgorante Carla, mi dicono quelli ai quali racconto del libro.

Capirai, folgorante, alla mia età.

Io come inizio ho scelto la cosa più innocua che ci sia, un sogno...

e solo una cosa, mi ripeto, mentre mi alzo, ogni mattina da trent'anni: sia folgorante la fine di questa storia. (pag. 5)

Brevi frasi, drammatiche, per introdurre un libro che colpisce al cuore. A scriverlo è una madre, il cui figlio Valerio Verbano, romano di 19 anni, studente di sinistra viene ucciso in casa il 22 febbraio del 1980. Carla racconta quel giorno, quel periodo e il desiderio di scoprire, ancora oggi, la verità su quel delitto impunito.

Valerio si era avvicinato fin da ragazzo all'area dell'Autonomia operaia e viene arrestato nel 1979 nell'ambito di un'inchiesta sul terrorismo di sinistra; la polizia gli sequestra un dossier, anche fotografico, sui NAR (Nuclei armati rivoluzionari, gruppi di esttrema destra), sul terrorismo neofascista, e sui suoi simpatizzanti fra le forze dell'ordine e nel mondo della politica.

Nell'80, come detto, tre persone (il delitto sarà rivendicato successivamente dai NAR) entrano in casa Verbano, immobilizzano i genitori, aspettano Valerio e lo uccidono.

Nel frattempo il dossier scompare dagli archivi, insieme a prove che vengono inspiegabilmente  smarrite o distrutte.

Da allora Carla Verbano cerca di sapere, di sapere chi le ha ucciso il figlio e i retroscena di eventi oscuri; nel frattempo ha perso il marito, affranto dal dolore ma lei non si arrende e ancora oggi si rimprovera di non essere riuscita ad opporsi a quei tre che suonarono alla porta dichiarandosi amici del figlio ed invece lo assassinarono.

Possiamo affermare che il libro è anche frutto di coraggio, di caparbia di una donna che nel parlare di sé, a volte, si definisce una marziana per quello che proprio non riesce a comprendere.

La prospettiva della narrazione è strettamente personale, dolorosa ma sono presenti chiari riferimenti al quadro politico e ai suoi ambigui silenzi; dal salotto in cui si svolse il delitto Carla Verbano continua a chiedere giustizia per sé e per tutte le famiglie toccate dal terrorismo. A sessanta anni ha imparato a sparare, a ottanta a navigare in internet, ha incontrato poliziotti, ex-terroristi, carcerati e non si arrende.

Un libro utile e necessario che aggiunge un altro tassello all'intricata storia italiana degli anni settanta e ottanta.

Vorrei dire un'ultima cosa. Nel rapporto su mio figlio, che per anni è andato in Vespa con la sua macchina fotografica a tracolla, c'è scritto che le fotografie sono tutte sfocate e indistinte per un errato uso della macchina fotografica.

Strano, erano anni che andava in giro a fare fotografie. Quelle del dossier si vedevano tutte. Stavolta invece no, tutte buie. Dev'essere che Valerio, quel giorno, è riuscito a fotografare il futuro.

Non il suo, quello di tutti. (pag. 194)

 a cura di Maurizia Morini

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Carla Verbano con Alessandro Capponi, "Sia folgorante la fine"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), novembre 2010. Consulté le 21/08/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/carla-verbano-con-alessandro-capponi-sia-folgorante-la-fine-