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Carla Capponi, "Con cuore di donna"

Par Maurizia Morini : Lectrice d'italien MAE et historienne - ENS de Lyon
Publié par Damien Prévost le 04/12/2007
Il libro, autobiografico, ripercorre gli anni dell'occupazione delle truppe del terzo Reich a Roma; la scrittrice, all'epoca giovane partigiana, faceva parte del gruppo che mette una bomba in via Rasella. L'ordigno causa la morte di soldati altoatesini, inquadrati nell'esercito tedesco, a questo attentato segue la rappresaglia tedesca e il successivo massacro di civili alle Fosse Ardeatine. Carla Capponi racconta le ragioni della scelta che l'hanno portata a lottare e della vita a Roma durante il fascismo e la Resistenza. La narrazione si colloca quindi nell'intreccio fra storia e vita personale cioè fra memoria e racconto di sé.

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Carla Capponi (nata a Roma nel 1918 è deceduta poco dopo la pubblicazione del libro), ha aderito al PCI e partecipato alla Resistenza. Riconosciuta come partigiana combattente con il grado di capitano, ha ricevuto la medaglia d'oro al valor militare. Nel 1972 è stata eletta al Parlamento e ha fatto parte della Commissione giustizia alla Camera. Ha fondato il circolo Giustizia e libertà ed è stata membro del comitato direttivo delle associazioni Italia-Urss, Italia-Cina, Italia-Corea.

 

I ricordi sono come uova d'uccello nel nido: l'anima li riscalda per lunghi anni e d'un tratto essi rompono il gusciodisordinatamente, inesorabilmente.

(Ismail Metter, dalla Prefazione pagina 7)

Il libro, autobiografico, ripercorre gli anni dell'occupazione delle truppe del terzo Reich a Roma; la scrittrice, all'epoca giovane partigiana, faceva parte del gruppo che mette una bomba in via Rasella. L'ordigno causa la morte di soldati altoatesini, inquadrati nell'esercito tedesco, a questo attentato segue la rappresaglia tedesca e il successivo massacro di civili alle Fosse Ardeatine. Carla Capponi racconta le ragioni della scelta che l'hanno portata a lottare e della vita a Roma durante il fascismo e la Resistenza. La narrazione si colloca quindi nell'intreccio fra storia e vita personale cioè fra memoria e racconto di sé. È la biografia di una donna straordinaria per le scelte di vita che ha compiuto ma nello stesso tempo mostra una sorta di ritrosia nel parlare della sua esperienza che considera normale. Questo carattere di normalità, che è stato anche di tante altre donne partigiane, assume un carattere politico, poiché vi è un passaggio fra il sentimento di avversione alla violenza fascista e l'adesione a forme politiche organizzate. La stesura del libro è vissuta come un dovere: la Capponi non voleva essere testimone reticente, ha avuto paura di dimenticare e per questo ha inteso ricordare, per sé e per gli altri; compiendo un'operazione in cui tende a mettersi da parte come soggetto protagonista ed è un tramite per far conoscere altri personaggi, situazioni, il suo tempo giovanile. L'autrice parlando di sé fa apparire l'aspetto umano di chi di fronte alla durezza della situazione non si abbatte, non è indolente ma reagisce con determinazione, impegno e soprattutto con "il cuore". Il libro inizia dalla decisione dell'autrice di ricostruire, attraverso la scrittura, gli anni della giovinezza, della famiglia, della casa e del quartiere di San Lorenzo a Roma. Una dimensione questa, di realtà quotidiana che fa i conti negli anni Venti, con il fascismo, la scuola di regime e con la difficoltà ad aderire a idee e stili di vita non condivisi. Successivamente, negli anni Trenta, le leggi razziali, la loro applicazione nei confronti di amici e del medico di famiglia. Ed anche quando la scrittrice è studentessa ventenne, la guerra in Africa poi in Europa e le conseguenze quotidiane fatte di rinunce e di difficoltà per sé e la sua famiglia. Dall'estate del 1943 la casa di Capponi, testimone diretta e sconvolta di morti ad opera dei nazisti e che lavora ora come impiegata, diventa un luogo di riunioni clandestine di giovani comunisti. Dopo l'8 settembre, con naturalezza vi è l'adesione alla Resistenza con compiti di staffetta, di collegamento, di volantinaggio e scrittura di messaggi. Sono mesi di attività che mostrano un grande coraggio e insieme una grande paura; l'autrice è costretta alla clandestinità, sfugge a rastrellamenti e prende le armi; diventa cioè una combattente e partecipa all'evento di via Rasella. Si snoda in tal modo un racconto preciso, narrato con estrema semplicità, relativo a decisioni coraggiose, prese con la consapevolezza della loro durezza e tragicità. Segue la guerra partigiana sui monti vicino a Roma e le pagine relative descrivono la quotidianità della vita partigiana, fatta di cura dei feriti, dello studio delle azioni da compiere, del collegamento con altre formazioni. E finalmente sarà Roma città aperta, il ritorno a casa, la liberazione, l'abbraccio alla madre: una felicità venata dalla consapevolezza per una prospettiva di vita ancora difficile, per le conseguenze sui bambini di una guerra fatta dagli adulti. Il libro si chiude con l'immagine prospettica di una finestra aperta sul mondo: è la libertà.

A cura di Maurizia Morini

 

 

Pour citer cette ressource :

Maurizia Morini, "Carla Capponi, "Con cuore di donna"", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), décembre 2007. Consulté le 14/12/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/litterature/bibliotheque/carla-capponi-con-cuore-di-donna-