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Teoria e invenzione futurista: Filippo Tommaso Marinetti tra rivoluzione e anticipazione del futuro - Quarta parte

Publié par Damien Prévost le 12/05/2009

futurismo bandeau.jpg Massimo Arcangeli, Professore di linguisitca italiana all'Università di Cagliari

 

Quarta parte: Ibridazione/Fusione

La natura dei luoghi reali, in quanto estremi fisico-geografici di un continuum, è quella dei solidi; la natura di una rete elettronica di links, punti nevralgici e apolari di un ininterrotto, oceanico passaggio di informazioni in entrata e in uscita, richiama piuttosto le proprietà dei fluidi. Essa riflette assai bene la modernità "adiaforica" e "liquida" nella descrizione di Zygmunt Bauman, che si insinua casualmente nel tessuto sociale e ne intride le fibre; e la materia liquida evoca subito termini come ibridazione (o instabilità, mescolanza, contaminazione, etc.) Tra le parole-chiave che definiscono meglio di altre la complessità e la vischiosità, l'anomia e la forte tensione "anormativa", il collasso di sistemi, comportamenti e linguaggi di questi ultimi anni una è proprio ibridazione, anche come tensione verso la fusione (si pensi al transculturalismo in quanto superamento del multiculturalismo e dell'interculturalismo). Nozioni di importanza capitale, sia l'una che l'altra, per i futuristi, con l'unica differenza che qui l'ibridazione si colloca sempre a uno stadio inferiore rispetto alla fusione, obiettivo ultimo e non negoziabile del loro progetto rivoluzionario: "fra le nuove possibilità fotografiche" da esperire, per esempio, è prevista da Marinetti la fusione "di prospettive aeree marine terrestri" e "di visioni dal basso in alto con visioni dall'alto in basso"[1]. Quanto ai campi di applicazione, si mostra particolarmente sensibile, nella teoria e nella prassi marinettiana, il coinvolgimento di ibridazione e fusione (1) nella scienza e tecnologia, (2) nei sistemi e comportamenti di scrittura, (3) nel tessuto e impianto narrativo. Per il primo aspetto si pensi all'idea che in futuro la nostra civiltà possa essere dominata dagli ibridi, nuove specie sociali in grado di fondere insieme non solo il maschile e il femminile ma anche il naturale e l'artificiale. Un'idea prefigurata chiaramente da Marinetti, per esempio nel Manifesto della danza futurista (1917):

 

Bisogna superare le possibilità muscolari, e tendere nella danza a quell'ideale corpo moltiplicato dal motore che noi abbiamo sognato da molto tempo. Bisogna imitare con i gesti i movimenti delle macchine; fare una corte assidua ai volanti, alle ruote, agli stantuffi; preparare così la fusione dell'uomo con la macchina, giungere al metallismo della danza futurista[2]

e di cui già si notano le prime avvisaglie. Si è ormai fatto realtà quell'"amalgama di carne, di silicio, di metalli e di ossa" che è l'uomo bionico, un tempo protagonista di una nota serie fantascientifica televisiva: "questo processo va tanto avanti che una prestigiosa rivista medica predice che alla fine di questo Ventunesimo secolo saremo quasi tutti [...] pluritraprantati, non soltanto per sopperire alle carenze dei nostri organi, ma anche per aumentare le capacità delle funzioni già esistenti"[3].  Per il secondo aspetto si potrebbero citare quelle tante soluzioni grafiche (per non parlare delle emoticon) che si pescano a decine nei modi dell'odierna comunicazione giovanile. Fra le tante sigle filoinglesi in uso presso la digital generation sequenze come 2DA (= today), 2U (= to you), 3-DO (= tremendo), B4 (= before), 2UL8R (= to you later), per quanto è della materia segnica, sono il prodotto di una collisione fra due diversi sistemi di rappresentazione "verbale" del mondo, uno alfabetico e l'altro numerico: il primo espressione di una coscienza storico-lineare, il secondo di una coscienza matematico-formale. Quelle sequenze, che sarebbero sicuramente piaciute a Marinetti, ricordano le scrizioni brachilogiche in uso presso gli amanuensi medievali (a partire dal XII secolo) e oltre, in certi casi fino a tempi relativamente vicini ai nostri, che costituivano l'identico risultato di una contaminazione fra cifre arabe e caratteri alfabetici: 2m  [= secundum] (considerare "m" in esponente N.d.r), 2r [= dupliciter] (considerare "r"  in esponente N.d.r), 3i [= termini] (considerare "i"  in esponente N.d.r), 3tas [= trinitas] (considerare "tas"  in esponente N.d.r), 7l [= septentrionalis] (considerare "m"  in esponente N.d.r), 9re [= novembre; XVI sec.] (considerare "re"  in esponente N.d.r) e via dicendo. Per il terzo aspetto basterebbe richiamare i tanti tentativi di incorporare materiali altri nel tessuto narrativo, secondo una tecnica messa in pratica anche in Zang Tumb Tumb e che sarà sfruttata alla fine del secolo scorso da Sandro Veronesi, prima negli Sfiorati (1990) e poi in Venite venite B-52 (1995). Lacerti di materiale altro, riprodotti nella loro qualità di inserti documentari perfettamente riconoscibili, di cui fa un uso notevolmente interessante Aldo Nove. In Puerto Plata Market (1997) materiali del genere, in alcune circostanze, sono mutuati sotto forma di citazione come nell'esempio appena visto di Zang Tumb Tumb, nello stesso modo in cui, eventualmente al netto della parodizzazione, si potrebbe cioè citare un'auctoritas in un saggio scientifico:

Nel pezzo eretto di compensato tre metri per due una pubblicità stinta della gassosa Enriquillo corrosa dall'acqua sbiadita dal sole. Sopra si apre la finestrella il negozio la merce povera esibita di padre e figlio. Enriquillo, prima di essere delle bottiglie di gassosa, è stato ed è tuttora un lago che, prima di diventare lago, era il primo guerrigliero della Repubblica Dominicana. "Il lago Enriquillo si trova in una fossa tettonica a 40 metri sotto il livello del mare. È alimentato da numerose sorgenti e non ha emissari: la superficie è sottoposta a una forte evaporazione dato che il cielo è raramente nuvoloso e il sole picchia forte quasi tutti i giorni. Di conseguenza le acque presentano una concentrazione salina tre volte più elevata di quella del mare. È difficile dire quanto sia vasta la superficie del lago poiché la sua estensione cambia in relazione al regime delle piogge e ad altri fattori collaterali. La massima lunghezza è di 25 km, la massima larghezza di 10 e la profondità massima non supera i 5-6 metri." da: Claudio Gandolfo, Santo Domingo Repubblica Dominicana, Moizzia, Milano, 1994, p. 38.
 
Sempre la Repubblica Dominicana o meglio l'intera isola più Haiti e cioè Hispaniola è stato l'impero della sfiga.

 

Note

 

[1] La fotografia futurista (1930): F. T. Marinetti, Teoria e invenzione futurista, cit., p. 196.
 

[2] F. T. Marinetti, Teoria e invenzione futurista, cit., p. 147.

[3] R. Bodei, La nostalgia di come saremo, in P. Donghi (a cura di), Alterando il destino dell'umanità, Roma-Bari, Laterza, 2006, pp. 94-100, a p. 98.

 

Contributori

Per saperne di più sull'autore, Massimo Arcangeli

Schema generale

 

 

Pour citer cette ressource :

"Teoria e invenzione futurista: Filippo Tommaso Marinetti tra rivoluzione e anticipazione del futuro - Quarta parte", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), mai 2009. Consulté le 21/07/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/langue/litalien-langue-nationale/teoria-e-invenzione-futurista-filippo-tommaso-marinetti-tra-rivoluzione-e-anticipazione-del-futuro-quarta-parte