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Umberto Ambrosoli è il terzo figlio di Giorgio, l'avvocato liquidatore della Banca Privata italiana, ucciso a Milano nella notte fra l'11 e il 12 luglio 1979 da William Aricò, sicario italo-americano assoldato dal banchiere Michele Sindona; è avvocato penalista a Milano e ha deciso di scrivere un libro per i suoi tre figli per raccontare... "la storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale, aveva una bella famiglia che amava molto, credeva nel significato e nel valore della propria libertà e responsabilità. Quest'uomo era mio papà."
Ex militante di Lotta Continua racconta l'attentato a suo padre, vicedirettore della Stampa, ucciso dalle Br. "È successa una cosa terribile: hanno sparato a tuo papà. Gli hanno sparato alla testa. È il 16 novembre del 1977, Carlo Casalegno, vicedirettore della Stampa, è stato ferito dalle Br. Morirà due settimane dopo... Da quel tragico evento, che ha segnato la vita di Andrea, prende le mosse questo libro scarno ed essenziale, essenziale come può essere il dolore di un figlio che ha perso il proprio padre, ucciso perché persona libera e coraggiosa. Casalegno, che aveva fatto la Resistenza nel Partito d'Azione, scriveva parole durissime contro i terroristi e in difesa della legge. La ricostruzione di Andrea ci riporta a quell'anno horribilis (più di duemila attentati terroristici) e ancora prima al '68, all'occupazione delle università..."
Il libro mette in evidenza due caratteristiche dell'autore: quella del punto di vista di uno degli studiosi di storia contemporanea maggiormente riconosciuto oggi in Italia e quella di ex militante di Lotta Continua, un'organizzazione alla sinistra del Pci, che ha vissuto al proprio interno quasi tutti i fenomeni degli anni '70; dal femminismo, alla centralità operaia, alla deriva armata. Come evidenziato anche solo dall'indice, De Luna vuole togliere dall'analisi l'abusata espressione di "anni di piombo" caratterizzante in modo riduttivo quegli anni e sceglie di dare voce e dignità alle tracce e alle storie di protagonisti, spesso vittime innocenti di una violenza che li ha travolti insieme ai movimenti ed alle idee alle quali avevano dedicato la loro vita.
Sabina Rossa ha raccolto più di 40 testimonianze e insieme al giornalista Giovanni Fasanella ha scritto un libro interessante sulla vita e l'uccisione del padre e ha contribuito a fornire un altro capitolo per capire meglio lo svolgersi degli anni settanta in Italia. Il 24 gennaio del 1979 alle 6,30 del mattino, a Genova, Guido Rossa, sindacalista e operaio all'Italsider viene prima gambizzato e poi ucciso dalle Brigate rosse, davanti a casa.
Il libro è la ristampa aggiornata dell'intervista di Piero Scaramucci a Licia Rognini, vedova dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dalla finestra del 4° piano delle Questura di Milano, dove era illegalmente trattenuto, nella notte del 15 dicembre 1969, tre giorni dopo la strage alla Banca dell'Agricoltura a Piazza Fontana. La nuova edizione è dedicata alla giornalista Camilla Cederna che, recandosi all'epoca all'ospedale e poi in questura, si rese immediatamente conto delle falsità e delle contraddizioni delle versioni ufficiali delle forze dell'ordine che attribuivano a Pinelli e agli anarchici la colpevolezza per Piazza Fontana.
Due libri usciti a poca distanza l'uno dall'altro, definiti rispettivamente Il racconto di una vita: la politica come educazione sentimentale e Memoria e storia del Novecento nel racconto appassionato di un protagonista. Due libri di amici e di protagonisti politici della storia della sinistra italiana. Due libri di militanti che sono ancora in grado di essere attivi e presenti: la Rossanda vive a Parigi e scrive sul Manifesto; Ingrao (92 anni) partecipando ad una manifestazione a Roma afferma, con spirito indomito, che la politica deve anche far sognare, che si deve volere altro... che non ci si deve rassegnare. Due autobiografie che consigliamo a chi vuole conoscere parte della storia recente italiana, come è stata vissuta e raccontata, con la convinzione che si fa storia anche attraverso le memorie individuali dei testimoni.
Il 26 settembre del 1988 la mafia siciliana uccise il sociologo e giornalista Mauro Rostagno che aveva fondato alcuni anni prima a Trapani, in Sicilia una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Maddalena aveva 15 anni quando il padre fu ucciso e oggi, cresciuta, ha riaperto i cassetti reali e simbolici delle memorie, ha letto le carte giudiziarie e scritto, insieme al giornalista Andrea Gentile, un libro bellissimo in cui racconta la storia di un uomo e, insieme, quarant'anni di storia e misteri italiani.
La bambina vede il padre riverso sul marciapiede in una pozza di sangue, la bambina che simula il gesto della rivoltella per spiegare ai suoi compagni: Hanno ucciso papà. Ma queste cose succedono nei film, non può essere vero. I compagni dell'asilo non mi credono. Allora insisto: hanno ammazzato papà, gli hanno sparato, bum! bum!, con la pistola e mimo con le dita la forma dell'arma (pag. 38). L'adolescente triste che cerca nella lettura una speranza per dare un senso al vuoto della vita; la donna che scappa velocemente e poi vomita in un cestino quando incontra per caso uno dei killer del padre: tutto questo c'è in Come mi batte forte il tuo cuore, e già dal titolo quanta passione!
Gian Franco Venè, Mille lire al mese, Mondadori, 1988In un giorno di febbraio degli anni di piombo, Valerio muore assassinato in casa sua. Sua madre cerca ancora la verità. (sottotitolo) Prima si è abbassato il passamontagna e poi mi ha colpito. Sono tanti i motivi per i quali, dopo trent'anni, non ho smesso di cercare il colpevole. E fra tanti, ce n'è uno che è proprio una tortura. Quando questo ragazzo è comparso davanti ai miei occhi, non aveva il passamontagna. Potrei ancora identificarlo. (IV di copertina)
L' autore - Sandro Toth - nato a Pescara nel 1935, è oggi Zvi Yanai, e vive in Israele, è stato il Direttore generale del Ministero delle scienze ed è un noto divulgatore scientifico che ha pubblicato numerosi testi. Nel 2004 leggendo un articolo su una rivista scientifica si mette in contatto con l'autore per presentargli alcune domande sul comportamento dei mammiferi. La corrispondenza con il prof. Romolo Benvenuti dell' Università di Roma scivola sul piano personale.