Les articles de la clé italienne
Passé et Présent
Au cours de cette conférence donnée à Lyon le 06 avril 2010, Marcelle Padovani fait le point sur la mafia ou plutôt sur "les mafias". En effet, si les mafias italiennes ont de nombreux points communs, elles ont aussi de grandes différences et leur diffusion dans et hors de la péninsule italienne est inégale selon qu'il s'agisse de la Camorra, de la 'Ndrangheta ou de Cosa Nostra. Marcelle Padovani explique aussi comment fonctionnent ces différentes organisations criminelles et comment la volonté politique a pu - un temps - trouver les moyens de lutter efficacement contre elles.
"I fatti sono facilmente riassumibili, le interpretazioni meno. Alessandro Dal Lago ha scritto un libro blasfemo. Dal Lago è docente di sociologia dei processi culturali all'Università di Genova, saggista brillante e profondo di notevole successo, noto per il cattivo carattere. Forse in virtù di quest'ultima caratteristica, nel suo Eroi di carta (manifestolibri), osa criticare l'icona più sacra della grande platea italiana: nientemeno che il best seller Gomorra e il suo autore Roberto Saviano."
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Un elogio della famiglia, quella laica basata sugli affetti autentici, sulla verità dei sentimenti; una famiglia che si può anche dividere, intrecciare pur rimanendo un punto di riferimento di valori e di identità. Al di là di ogni possibile retorica o di visione idealizzata, Dalla Chiesa racconta la sua famiglia, passata attraverso dure prove ma rimasta al fondo unita e capace di trasmettere gli stessi valori anche in tempi e società diverse: dagli inizi del '900, al fascismo, alla Resistenza, al '68, agli anni settanta, fino ad oggi.
Il 26 settembre del 1988 la mafia siciliana uccise il sociologo e giornalista Mauro Rostagno che aveva fondato alcuni anni prima a Trapani, in Sicilia una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Maddalena aveva 15 anni quando il padre fu ucciso e oggi, cresciuta, ha riaperto i cassetti reali e simbolici delle memorie, ha letto le carte giudiziarie e scritto, insieme al giornalista Andrea Gentile, un libro bellissimo in cui racconta la storia di un uomo e, insieme, quarant'anni di storia e misteri italiani.
Umberto Ambrosoli è il terzo figlio di Giorgio, l'avvocato liquidatore della Banca Privata italiana, ucciso a Milano nella notte fra l'11 e il 12 luglio 1979 da William Aricò, sicario italo-americano assoldato dal banchiere Michele Sindona; è avvocato penalista a Milano e ha deciso di scrivere un libro per i suoi tre figli per raccontare... "la storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale, aveva una bella famiglia che amava molto, credeva nel significato e nel valore della propria libertà e responsabilità. Quest'uomo era mio papà."
Il libro di Saviano comprende 25 testi, scelti fra scritti e articoli apparsi dal 2004 al 2009 su riviste e quotidiani e qui rielaborati rispetto alla versione originaria e organizzati secondo alcuni nodi tematici, la Prefazione invece è inedita. Ritroviamo nel testo lo scrittore noto, la sua visione della vita, dell'impegno, dell'arte all'interno dei due poli opposti che la contengono: la bellezza e l'inferno.
Si parla dell'autore, delle sue scelte letterarie e della militanza anticamorra che lo ha costretto al confino sia in Italia che all'estero; e Saviano è un po' reporter, giornalista, narratore nel rappresentare recensioni, saggi, reportage ed editoriali.
L'articolo 416 bis, introdotto nel Codice Penale italiano nel 1982, definisce il "concorso esterno in associazione di stampo mafioso": si applica a chi, pur non essendo affiliato all'organizzazione, ne favorisce consapevolmente le attività.
Questa è l'accusa che pesa sul protagonista-narratore del libro, professore universitario senza nome, in un'imprecisata città italiana, implicato in una vicenda ambigua e kafkiana, che sfocia in un processo di cui non conosceremo mai l'esito.