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Falcone, Borsellino, mafia...

23 mai 1992, Capaci
19 juillet 1992, Via d'Amelio
20 ans après...


Le 23 mai 1992, il y a 20 ans, on assassinait le juge antimafia Giovanni Falcone ; quelques semaines plus tard, le 19 juillet 1992, le fut le tour de son ami et collègue Paolo Borsellino. Une sélection de ressources de la Clé des Langues et de liens externes sur les attentats de Capaci et de Via d'Amelio sans oublier quelques analyses sur la mafia d'aujourd'hui... Pour ne pas oublier ce que la mafia sait faire le mieux depuis toujours, tuer.



Les articles de la clé italienne


Passé et Présent


Entre la fin des années 1970 et le début des années 1980, alors qu’une guerre intestine fait rage pour redéfinir les équilibres internes (on compte près de 1000 victimes en 5 ans), Cosa Nostra déclare également la guerre à l’État en s’attaquant à des figures essentielles de l’antimafia : policiers, juges, hommes politiques... On parle alors d’« homicides excellents » pour qualifier les assassinats de personnalités importantes. En 1982, la crise de violence mafieuse atteint son paroxysme. Pio La Torre, dirigeant du PCI sicilien, député et ancien membre de la commission parlementaire d’enquête sur le phénomène mafieux, est assassiné à Palerme le 30 avril 1982 avec son chauffeur Rosario Di Salvo. Le 3 septembre, le général Carlo Alberto Dalla Chiesa, ancien chef de la lutte contre le terrorisme de 1974 à 1981, alors préfet de Palerme, est tué ainsi que sa jeune épouse Emanuela Setti Carraro et leur agent d'escorte Domenico Russo. Les quelques mois qui séparent ces deux homicides incarnent le pic de cette crise de violence mafieuse et entraînent, pour la première fois, une réaction significative de l’État italien. Charlotte Moge propose d'étudier dans cet article le rôle de la presse locale et nationale dans le traitement de ces événements, entre avril et septembre 1982.
 
Au cours de cette conférence donnée à Lyon le 06 avril 2010, Marcelle Padovani fait le point sur la mafia ou plutôt sur "les mafias". En effet, si les mafias italiennes ont de nombreux points communs, elles ont aussi de grandes différences et leur diffusion dans et hors de la péninsule italienne est inégale selon qu'il s'agisse de la Camorra, de la 'Ndrangheta ou de Cosa Nostra. Marcelle Padovani explique aussi comment fonctionnent ces différentes organisations criminelles et comment la volonté politique a pu - un temps - trouver les moyens de lutter efficacement contre elles.
 
"I fatti sono facilmente riassumibili, le interpretazioni meno. Alessandro Dal Lago ha scritto un libro blasfemo. Dal Lago è docente di sociologia dei processi culturali all'Università di Genova, saggista brillante e profondo di notevole successo, noto per il cattivo carattere. Forse in virtù di quest'ultima caratteristica, nel suo Eroi di carta (manifestolibri), osa criticare l'icona più sacra della grande platea italiana: nientemeno che il best seller Gomorra e il suo autore Roberto Saviano."



Bibliothèque
Un elogio della famiglia, quella laica basata sugli affetti autentici, sulla verità dei sentimenti; una famiglia che si può anche dividere, intrecciare pur rimanendo un punto di riferimento di valori e di identità. Al di là di ogni possibile retorica o di visione idealizzata, Dalla Chiesa racconta la sua famiglia, passata attraverso dure prove ma rimasta al fondo unita e capace di trasmettere gli stessi valori anche in tempi e società diverse: dagli inizi del '900, al fascismo, alla Resistenza, al '68, agli anni settanta, fino ad oggi.
 
Il 26 settembre del 1988 la mafia siciliana uccise il sociologo e giornalista Mauro Rostagno che aveva fondato alcuni anni prima a Trapani, in Sicilia una comunità per il recupero dei tossicodipendenti. Maddalena aveva 15 anni quando il padre fu ucciso e oggi, cresciuta, ha riaperto i cassetti reali e simbolici delle memorie, ha letto le carte giudiziarie e scritto, insieme al giornalista Andrea Gentile, un libro bellissimo in cui racconta la storia di un uomo e, insieme, quarant'anni di storia e misteri italiani.
 

Umberto Ambrosoli è il terzo figlio di Giorgio, l'avvocato liquidatore della Banca Privata italiana, ucciso a Milano nella notte fra l'11 e il 12 luglio 1979 da William Aricò, sicario italo-americano assoldato dal banchiere Michele Sindona; è avvocato penalista a Milano e ha deciso di scrivere un libro per i suoi tre figli per raccontare...  "la storia di un uomo che, come tanti, conduceva una vita normale, aveva una bella famiglia che amava molto, credeva nel significato e nel valore della propria libertà e responsabilità. Quest'uomo era mio papà."
 

Il libro di Saviano comprende 25 testi, scelti fra scritti e articoli apparsi dal 2004 al 2009 su riviste e quotidiani e qui rielaborati rispetto alla versione originaria e organizzati secondo alcuni nodi tematici, la Prefazione invece è inedita. Ritroviamo nel testo lo scrittore noto, la sua visione della vita, dell'impegno, dell'arte all'interno dei due poli opposti che la contengono: la bellezza e l'inferno.
Si parla dell'autore, delle sue scelte letterarie e della militanza anticamorra che lo ha costretto al confino sia in Italia che all'estero; e Saviano è un po' reporter, giornalista, narratore nel rappresentare recensioni, saggi, reportage ed editoriali.

L'articolo 416 bis, introdotto nel Codice Penale italiano nel 1982, definisce il "concorso esterno in associazione di stampo mafioso": si applica a chi, pur non essendo affiliato all'organizzazione, ne favorisce consapevolmente le attività.
Questa è l'accusa che pesa sul protagonista-narratore del libro, professore universitario senza nome, in un'imprecisata città italiana, implicato in una vicenda ambigua e kafkiana, che sfocia in un processo di cui non conosceremo mai l'esito.


sur le site Rai.tv


Sulla mafia

Su Giovanni Falcone

Su Paolo Borsellino

Dans la presse italienne



Sulle recenti rivelazioni che riguardano "Via d'Amelio"


Su Giovanni Falcone


Sulle stragi di Capaci e Via d'Amelio

À se procurer



A. Bolzoni, P. Santolini, Uomini soli. Palermo : i destini incrociati di La Torre e Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, libro + film documentario, La Repubblica, 2012
 
Di quelli che sono stati definiti i " delitti eccellenti " di Palermo si conosce tutto e si conosce nulla. Nei bracci delle carceri speciali sono sepolti solo sicari mafiosi, sono loro gli unici mandanti che quest' Italia è stat in grado di individuare e di accettare come colpevoli. Il resto è ancora mistero. Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone, e Paolo Borsellino erano quattro italiani fuori posto. Personaggi troppo veri per un' Italia di egoismi e di convenienze. Quattro uomini che facevano paura al potere.
(IV di copertina)
 






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mise à jour le 19 décembre 2014
Créé le 22 mai 2012
ISSN 2107-7029
DGESCO Clé des Langues