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Marco Belpoliti racconta in questo libro il rapporto fra il capo del governo italiano e la fotografia (le sue fotografie) a partire dagli anni settanta quando Silvio Berlusconi era uno semisconosciuto imprenditore edile fino ad arrivare alle sue ultime immagini. L'autore commenta ventuno fotografie aggiungendo a supporto della sua indagine la letteratura scientifica teorica sull' immagine statica; a partire da Jean Baudrillard che afferma: "dietro lo sguardo fisso immortalato nella fotografia, si nasconde l'alterità segreta dell'individuo, la sua volizione esteriore, la sua maschera."
In questo libro-inchiesta, Berizzi ci propone un viaggio nell' "area nera" della penisola italiana, un mondo costituto soprattutto da ragazzi e giovanissimi, magmatico e dai contorni labili ma preoccupanti. Un mondo la cui esistenza sarebbe difficile da credere, se non leggessimo tracce marcate nella realtà odierna. Alcuni dati: 150.000 circa giovani sotto i 30 anni vivono nel culto del fascismo e del neofascismo; molti nel mito di Hitler. Un'area geografica che interessa quasi tutta l'Italia, con Verona e Vicenza, sedi della destra estrema, o come la chiamano i militanti, radicale.
Il saggio dello storico Emilio Gentile è pubblicato alla viglia delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia e il paese, litigioso e diviso sembra vagare verso un futuro incerto. Gentile con un interessante e a tratti ironico percorso nella storia italiana, ci fa attraversare un secolo di storia per riflettere sui motivi che hanno condotto allo smarrimento attuale degli italiani.
Padova: città veneta, un luogo colto, borghese, apparentemente tranquillo, negli anni Settanta è teatro di violenza diffusa e illegalità di massa con aggressioni e gambizzazioni, guerriglia urbana. Pure all'Università si verificano occupazioni, minacce ai docenti, aggressioni. Proprio qui il 17 giugno 1974, le Brigate Rosse uccidono nella sede dell'MSI locale Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, attivisti di quella sezione. La figlia di Giralucci, Silvia, all'epoca aveva tre anni e oggi, donna adulta, ha sentito il bisogno di scrivere, dedicando il libro ai suoi figli.
Curzio Maltese con uno stile secco e tagliente parla dell'Italia berlusconiana e ne fa un quadro amaro e disilluso, proponendo un metodo per affrontare i problemi anomalo. Dice Maltese che il suo è un libro contro la semplificazione, perché in un paese complesso e fragile al tempo stesso, come l'Italia chi propone soluzioni semplicistiche compie una vera e propria truffa.
Maltese ha ampliato e rielaborato il materiale dei reportage realizzati per La Repubblica realizzando un libro agile, volto a farci conoscere la realtà odierna di alcune città italiane. Scopriamo che dal sud al nord l'Italia continua ad essere più che una nazione unitaria un mosaico di microcosmi urbani. Le città e i loro padroni.
Edoardo Nesi, Storia della mia gente, Bompiani, 2011Premio Strega 2011
"Il rumore di una tessitura ti fa socchiudere gli occhi e sorridere, come quando si corre mentre nevica.
Il rumore della tessitura non si ferma mai, ed è il canto più antico della nostra città, e ai bambini pratesi fa da ninnananna.
Questa è la mia gente. La mia gente che in tutta la vita non ha fatto altro che lavorare."
Il libro di Saviano comprende 25 testi, scelti fra scritti e articoli apparsi dal 2004 al 2009 su riviste e quotidiani e qui rielaborati rispetto alla versione originaria e organizzati secondo alcuni nodi tematici, la Prefazione invece è inedita. Ritroviamo nel testo lo scrittore noto, la sua visione della vita, dell'impegno, dell'arte all'interno dei due poli opposti che la contengono: la bellezza e l'inferno.
Si parla dell'autore, delle sue scelte letterarie e della militanza anticamorra che lo ha costretto al confino sia in Italia che all'estero; e Saviano è un po' reporter, giornalista, narratore nel rappresentare recensioni, saggi, reportage ed editoriali.
Con una dedica ben chiara: "A mio marito Ico e ai miei figli Jacopo e Lorenzo. Senza di loro, questo libro sarebbe uscito almeno un anno prima". La giornalista propone un libro che racconta alcune vicende molto scomode e il sottotitolo ce lo richiama immediatamente. Il paese di cui si parla è l'Italia. Di facile lettura, scorrevole ed al tempo stesso coinvolgente, l'autrice non ha la pretesa di scrivere un report sull'emancipazione o meno delle italiane ma nelle storie raccontate emerge la fatica di molte che devono combattere quotidianamente per conquistare la propria dignità e che non possono permettersi di riposare.
Il libro della Terragni è dedicato alle donne ma anche agli uomini, in una fase storica in cui la definizione di genere ed i ruoli conseguenti sembrano essere in crisi. Attraverso l'analisi di realtà italiane e internazionali ci viene presentato un quadro attuale dell'universo maschile e femminile, fatto di incertezze, violenze, emancipazione e omologazione. A questo l'autrice aggiunge numerose citazioni bibliografiche che possono essere fonte per ulteriori approfondimenti sull'argomento. Sono pure presenti esempi personali di vita dell'autrice che parla della sua esperienza di donna e di madre di un ragazzo, questo ci permette di una messa in gioco della scrittrice in relazione ai temi più complessivi della condizione femminile.