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L'Italia in musica - Quarta parte: Non solo cantautori: tra vecchio e nuovo negli anni Settanta

Par Cesare Grazioli : historien - Istituto storico per la storia della Resistenza e della società contemporanea in provincia di Reggio Emilia, Laboratorio nazionale di didattica della storia
Publié par Damien Prévost le 01/11/2013

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Cesare Grazioli, storico e docente nei licei italiani

 

Non solo cantautori: tra vecchio e nuovo negli anni Settanta

I cantautori dominarono la scena musicale dei ’70, ma ovviamente non la occuparono per intero. Nel recupero-rinnovamento della tradizione si collocarono la diffusione della musica da ballo liscio, per impulso dell’orchestra di Raul Casadei, e (con ben altro spessore) il rinnovamento della canzone napoletana legato alla Nuova Compagnia di Canto Popolare, diretta dal compositore e regista Roberto De Simone. Il gruppo, di cui fece parte anche il cantautore Eugenio Bennato, ripropose canzoni antiche (dal ‘300 al ‘700) e recenti, come Tammuriata nera del 1944, in una forma originalissima di folk revival che conquistò grande popolarità nei ‘70. Collegata a questa esperienze, la cantautrice napoletana Teresa De Sio lanciò, tra le altre, Voglia e turna’, che segnò la rinascita della canzone napoletana moderna, contaminata da inflessioni rock. Tale rinascita ebbe come principale protagonista Pino Daniele (i suoi primi successi: nel ’77 ‘Na tazzullella ‘e cafè, poi Je so’ pazzo), divenuto negli ’80 uno dei musicisti italiani più conosciuti nel mondo. Un altro napoletano, Eduardo De Crescenzo, cantò una fortunatissima canzone di Migliacci: Ancora (1981).

La tradizionale canzone melodica ebbe alcuni interpreti già emersi nei ’60, come Massimo Ranieri (che però si dedicò soprattutto al teatro, salvo la fortunatissima Perdere l’amore) e Albano, ora in coppia con la moglie Romina Power (Acqua di mare; Felicità, Ci sarà). Fausto Leali, dalla inconfondibile voce roca e aggressiva, ebbe due momenti di gloria a grande distanza di tempo: alla fine dei ’60, con A chi, Angeli negri, Debora, e poi alla fine degli ’80 con Io amo, Mi manchi, Ti lascerò (che vinse Sanremo in coppia con la Oxa). Drupi lasciò il segno con Così piccola e fragile,  Sereno è, Regalami un sorriso. Tipico esponente della canzone sentimentale all’italiana fu il calabrese Mino Reitano, cantante e autore (sua la musica di Una ragione di più, successo della Vanoni del ’69; e di molte canzoni per bambini nei ’70, per il festival Lo Zecchino d’oro); i suoi primi successi furono Avevo un cuore (che ti amava tanto) e nel ’68 Una chitarra cento illusioni, e toccò il culmine del suo repertorio nazional-popolare con Italia (1988). Sempre nell’ambito della musica leggera “facile”, ebbero una breve stagione di fama anche internazionale i Nuovi Angeli (con Ragazzina ragazzina, cover della californiana Mendocino, poi soprattutto con Donna Felicità, e Singapore); e gruppi molto più longevi come il quartetto genovese (poi terzetto) dei Ricchi e Poveri, per tutti i ’70 e ’80 in vetta alle hit di vendite (tra i tanti successi: La prima cosa bella, Che sarà, Penso sorrido e canto, Sarà perché ti amo, Se m’innamoro), e i Pooh, che dopo l’esordio nel ’68 con Piccola Katy, esplosero nei primi anni ’70 con Tanta voglia di lei e Pensiero, e continuarono a rimanere in auge nei decenni successivi (ad es: Canterò per te); molto fortunata fu anche Anima mia dei Cugini di Campagna. Anche tra le cantanti si affermarono nuovi volti, dal timbro vocale e dallo stile molto personale. La toscana Nada, che si era messa in luce appena sedicenne a Sanremo nel ’69 con Ma che freddo fa, due anni dopo vinse con Il cuore è uno zingaro (in coppia con Nicola Di Bari), per poi passare al teatro e a canzoni di maggiore spessore ma meno celebri. La siciliana Marcella Bella raccolse grandi successi per molti anni, dal primo exploit con Montagne verdi, a Io domani, Nessuno mai, Canto straniero, Nell’aria. La calabrese Mia Martini emerse nel ’72 con Piccolo uomo e Minuetto (la più venduta dell’anno), proseguì con collaborazioni ad altissimo livello con diversi cantanti, tra cui Charles Aznavour, e poi col successo di E non finisce mica il cielo.  Loretta Goggi cantò alcune canzoni di successo, tra le quali Maledetta primavera.

Esempi riportati

Tammuriata nera
 
Felicità
 
Donna Felicità
 
Sarà perché ti amo
 
Pensiero
 
Anima mia
 
Sereno è
 
Ma che freddo fa
 
Piccolo uomo
 

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– Massimo Ranieri
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– Mino Reitano
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– I Nuovi Angeli
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– Ricchi e Poveri
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– Marcella Bella
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– Nada

 

Elenco delle canzoni riprodotte

 

 

 

Alcuni “giganti dietro le quinte”, e la coppia Mogol-Battisti

 

 

 

 

La “seconda generazione” dei cantautori

Non solo cantautori: tra vecchio e nuovo negli anni Settanta


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Pour citer cette ressource :

Cesare Grazioli, "L'Italia in musica - Quarta parte: Non solo cantautori: tra vecchio e nuovo negli anni Settanta", La Clé des Langues [en ligne], Lyon, ENS de LYON/DGESCO (ISSN 2107-7029), novembre 2013. Consulté le 22/06/2018. URL: http://cle.ens-lyon.fr/italien/arts/musique/l-italia-in-musica-quarta-parte-br-non-solo-cantautori-tra-vecchio-e-nuovo-negli-anni-settanta