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Entretien avec Valerio Magrelli

Propos recueillis par Alessandro De Francesco

Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, è uno dei maggiori poeti italiani contemporanei. Tra le sue opere: Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tiptologia (Mondadori, 1992), Poesie 1980-1992 e altre poesie (Einaudi, 1996), Didascalie per la lettura di un giornale (Einaudi, 1999), Disturbi del sistema binario (Einaudi, 2006). Ha ricevuto il Premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei.
Il 18 novembre 2008 Alessandro De Francesco, poeta, dottorando di Letterature comparate all'Ecole normale supérieure Lettres et sciences humaines, ha intervistato Magrelli nella sua casa romana per La Clé des langues. Ecco la traccia delle domande da cui è scaturito il dialogo tra Magrelli e De Francesco:
  1. L'opera di Valerio Magrelli, sin dal primo libro, Ora serrata retinae, pubblicato nel 1980 all'età di 23 anni, segna un grande cambiamento nella poesia italiana del secondo Novecento, delineando uno spazio poetico in cui percezione, osservazione e interrogazione linguistica del fenomeno forgiano l'universo figurale del testo. Ed è proprio da qui che vorremmo partire, con una doppia domanda: in quali direzioni si è evoluto il paradigma della percezione e dell'osservazione dal primo libro ad oggi? E come situeresti il tuo percorso rispetto al conflitto tra sperimentalismo e lirismo da un lato e tra freddo e caldo dall'altro, conflitto che in qualche modo sembra superato dalla tua poesia proprio grazie all'impiego del paradigma percettivo e fenomenologico?
  2. La tua scrittura è caratterizzata da una grande asciuttezza, ovvero da una marcata capacità di dire in poesia concetti ed eventi senza farli passare da filtri metaforici o parafrastici, il che ti permette di integrare nel testo poetico una forte dimensione teorica e speculativa. Qual è stata l'influenza della poesia di Giacomo Leopardi in relazione a tale dispositivo? E, piú in generale, come situi la tua poesia rispetto, da un lato, alla dimensione speculativa e riflessiva, e, dall'altro, al rapporto tra metaforico e letterale, tra figura e grado zero?
  3. Condividiamo entrambi il desiderio di ampliare la comunicazione e la reciproca influenza tra poesia italiana e poesia francese. Qual è stato e qual è oggi il tuo rapporto con la poesia francese, come autore e come specialista?
  4. Torniamo per un momento alla questione della filosofia, e in particolare al tema dello stupore per l'ordinario, a Talete e la donna di Tracia, per intenderci, o alla famosa teoria di Aristotele secondo cui la filosofia nasce dalla meraviglia. Ho spesso avuto l'impressione che la tua poesia scaturisse dallo stupore per oggetti ed eventi che altri potrebbero considerare ovvi, che la tua poesia fosse il prodotto di una meraviglia percettiva e linguistica per il reale. Forse non a caso è stata posta la seguente poesia in copertina al volume einaudiano che raccoglie i tuoi primi tre libri: Io cammino fumando / e dopo ogni boccata / attraverso il mio fumo / e sto dove non stavo / dove prima soffiavo. Puoi dirci qualcosa in proposito? Tale domanda ne genera un'altra: come si configura nel tuo lavoro il rapporto tra poesia e conoscenza?
  5. Una domanda sull'officina del poeta, per concludere: come descriveresti la genesi dei tuoi testi? E come vanno essi ad inserirsi nel macrotesto? Ovvero, qual è il rapporto genetico tra le tue singole poesie e la costruzione macrotestuale delle sezioni che compongono i tuoi libri, se non dei libri nella loro interezza?

Per vedere la registrazione dell'intervista:

Joseph Jastrow, "Figura dell'anatra-lepre", ripresa da Ludwig Wittgenstein nelle "Ricerche filosofiche" e da Valerio Magrelli in "Disturbi del sistema binario" Joseph Jastrow, Figura dell'anatra-lepre, ripresa da Ludwig Wittgenstein nelle Ricerche filosofiche e da Valerio Magrelli in Disturbi del sistema binario
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Mise à jour le 12 mai 2009
Créé le 28 avril 2009
ISSN 2107-7029
DGESCO Clé des Langues